(Adnkronos) – “Era un grande innovatore, un grande, insostituibile comico naturale. Non era un comico intellettuale, era istintivo e dotatissimo”. Così Renzo Arbore ricorda all’Adnkronos Giorgio Bracardi, morto oggi a 93 anni.
Il conduttore e autore ripercorre il lungo sodalizio artistico nato con ‘Alto Gradimento’, la trasmissione radiofonica che rivoluzionò il modo di fare comicità in Italia. “Con lui abbiamo fatto cose assolutamente inedite nella storia della radiofonia e mai più riprese da nessuno, fu un periodo di grandissima creatività, anche un po’ folle”, afferma Arbore. “Le cose di Bracardi non sono mai state più rifatte, era impossibile rifarle. Aveva creato personaggi straordinari come Scarpantibus, Max Vinella, Ermanno Catenacci e tanti altri”.
Secondo Arbore, il talento di Bracardi affondava le radici anche nella sua formazione musicale. “Era un musicista, conosceva molto bene la musica e aveva una capacità straordinaria di affidarsi all’istinto, di improvvisare, con grande senso del ritmo, dei tempi comici. Era naturalmente comico”.
Il ricordo di Arbore è legato soprattutto all’atmosfera irripetibile di quegli anni. “Noi non lavoravamo, andavamo a divertirci alla radio, è stata davvero una stagione entusiasmante”, racconta. “E ‘Alto Gradimento’ andrebbe rivalutato completamente. È stato un breviario di umorismo surreale avanzatissimo ancora oggi”. Un programma, sottolinea, lontanissimo dalla comicità d’attualità: “Non facevamo satira politica, non commentavamo le notizie del giorno. Facevamo opere di fantasia. E Giorgio aveva inventato una decina di personaggi meravigliosi”.
Arbore ricorda anche l’impatto popolare della trasmissione: “La gente rideva da sola nelle automobili. Nelle università interrompevano le lezioni per ascoltarci. I medici operavano con la radio accesa. Era una cosa incredibile”. E aggiunge: “Bisognerebbe recuperare tutti quei nastri. È una cosa a cui sto pensando. Ancora oggi si trovano su YouTube delle cose che fanno ridere moltissimo”.
Dopo l’avventura radiofonica arrivò anche quella televisiva di ‘Quelli della notte’. “Le invenzioni con Giorgio sono state tantissime, in ogni puntata faceva un personaggio diverso”, dice Arbore, che non nasconde l’affetto personale per il collega. “Negli ultimi anni ci eravamo un po’ persi di vista, era diventato un po’ strano con me e con Gianni Boncompagni, ma gli ho sempre voluto bene e ho continuato a informarmi su di lui”.
“Per me resta uno dei grandi protagonisti di quella stagione irripetibile”, conclude Arbore. “Un artista davvero unico”.
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