Abusivismo edilizio a Vibo: in tredici a giudizio, anche un ex assessore

Vibo Valentia Cronaca

Costruzioni abusive, messe in piedi su un’area a forte rischio idrogeologico in località Buffetta, periferia di Vibo Valentia. Queste le convinzioni della Procura della Repubblica di Vibo Valentia che adesso è pronta a processare le tredici persone indagate nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla guardia di finanza che portò al sequestro di numerose abitazioni.

È di queste ore la citazione diretta in giudizio per le tredici persone coinvolte nell’indagine. Il prossimo sette dicembre compariranno dinnanzi al tribunale monocratico per la prima udienza. Devono rispondere tutti di abusivismo edilizio. Tra questi c’è anche l’ex assessore ai lavori pubblici dell’amministrazione guidata da Elio Costa Francesco Alessandria che poi si è dimesso. Anch’egli finito nell’indagine avviata dal pm Santi Cutroneo ed ereditata dalla sua collega Filomena Aliberti.

I NOMI

Oltre all’ex assessore comunale Francesco Alessandria, 53 anni di Vibo, la citazione diretta a giudizio riguarda anche: Rosario Russo, 56 anni, di Vibo Valentia; Gabriele Corrado, 60 anni, di Vibo Valentia; Antonio Fusca, 43 anni, di Longobardi, frazione di Vibo; Domenico Fusca, 54 anni, di Vibo Valentia; Elio Fusca, 44 anni, di Piscopio; Vittoria Fusca, 52 anni, di Vibo; Pietro Macrì, 32 anni, di Vibo Valentia; Leonardo Fusca, 51, di Stefanaconi; Francesco Ramondino, 66 anni, di Vibo Valentia; Salvatore Ramondino, 61 anni, di Vibo Valentia; Raffaele Russo, 83 anni, di Vibo Valentia; Antonietta Soriano, 66 anni, di Messina.

LE ACCUSE

Le ipotesi contestate a vario titolo nei confronti delle tredici persone indagate vanno dalla lottizzazione abusiva a scopo edificatorio alla realizzazione di costruzioni in totale assenza o in difformità della concessione edilizia e all’omessa denuncia di lavori.

L’area ove sono state realizzate le costruzioni sequestrate è da considerarsi a rischio idrogeologico in quanto insiste su una zona che, secondo una perizia tecnica commissionata dalla Procura della Repubblica, è interessata da un movimento franoso.

Rischio che – secondo le ipotesi dell’accusa – è da ritenersi ulteriormente sollecitato dagli interventi edilizi abusivi oggetto di sequestro. In quella zona erano stati previsti capannoni e casolari. Invece, nel tempo, sono sorte lussuose ville per gran parte delle quali, secondo la Procura, non vi sarebbe stata alcuna concessione. Dunque, sarebbero totalmente abusive.