Turismo responsabile: svolto a Catanzaro il primo weekend “IT.A.CÀ, Calabria di Mezzo”

Catanzaro Tempo Libero

Si è concluso a Catanzaro il primo weekend targato “IT.A.CÀ, Calabria di Mezzo”, parte del percorso di “IT.A.CÀ, Festival del Turismo Responsabile”, il primo e unico festival in Italia sul turismo responsabile, che tocca tutte le regioni italiane, è stato premiato dall’Onu per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo e quest’anno per la prima volta è approdato anche in Calabria, grazie all’idea della Cooperativa Scherìa di Tiriolo, che coordina anche il lavoro delle tredici realtà che danno vita alla tappa calabrese le cui iniziative si protrarranno fino al 7 luglio: la Cooperativa Artè, l’ASD Colpo Di Coda - Guida MTB, la Scuola Teatro Enzo Corea - Edizione Straordinaria, le Associazioni Discovering Reventino e Terre Ioniche, la Riserva Naturale Regionale Valli Cupe, l’ Oleificio Torchia di Tiriolo, la Cooperativa Nido di Seta, il Consorzio Riviera e Borghi Degli Angeli, l’Associazione Innesti - Recupero e Promozione Tradizioni Orali e Calabria Contatto, media partner della tappa.

Il weekend appena trascorso ha visto l’associazione CulturAttiva impegnata sul territorio catanzarese con una serie di iniziative mirate ad esprimere il concetto di “restanza”, dell’antropologo calabrese Vito Teti, tema di fondo di questa undicesima edizione del Festival, mediante un percorso di riscoperta della storia più antica della città, perché “la riscoperta e valorizzazione della storia, conduce ad una maggiore consapevolezza delle nostre radici più antiche. Un percorso che può concretamente trasformarsi in valore, diffondendosi in modo capillare nel tessuto socio-economico del nostro territorio, restituendo ai luoghi e a chi li abita una nuova linfa vitale che profuma di dignità”, ha affermato Angela Rubino, presidente di CulturAttiva.

Sulle orme della Catanzaro bizantina” è il titolo scelto per il convegno, svolto nella mattinata di sabato 22 giugno, all’interno dell’Oratorio della Chiesa del Carmine e per il tour guidato, svolto nel pomeriggio di domenica, 23 giugno per le viuzze del cuore antico della città.

Inoltre, nei locali di Palazzo De Nobili (anticamera Sala concerti) è stata allestita la mostra fotografica dal titolo “Il borgo e la restanza, le radici delle nostre origini”, in collaborazione con l’associazione Terre Ioniche, con gli scatti di Nicola Romeo Arena e Anna Rotundo, che sarà fruibile fino al 7 luglio.

IL CONVEGNO

Partendo dai contenuti del volume “Orme di Bisanzio” (La Rondine, 2016) dello storico Mario Saccà, è stata tracciata una visione d’insieme della città di Catanzaro, partendo dalle sue origini, passando per le vicende storiche che caratterizzarono la sua cultura e lasciarono orme indelebili sulle quali noi “camminiamo” ancora, inconsapevolmente.

All’archeologo Tommaso Scerbo il compito di trattare l’argomento in modo scientifico con la relazione “La multietnicità della Catanzaro delle origini in relazione all’economia della seta”, un affascinante viaggio in una città con radici bizantine, che si è aperta alle contaminazioni con altre culture mediterranee ed ha conosciuto punte di eccellenza, con la lavorazione della seta. Un passato del quale non rimangono molte tracce tangibili, ma che si manifesta ancora oggi nella nostra cultura e timidamente anche nel tessuto urbano della città.

Presente anche l’autore e storico Mario Saccà, il cui volume mette in luce l’esistenza in città di un antico culto legato alle origini bizantine: la celebrazione della natività di Maria.

L’argomento è stato approfondito e trattato in modo esaustivo da Don Salvino Cognetti, parroco della Chiesa di San Giuseppe con la relazione dal titolo “Il culto della Madre di Dio nella tradizione bizantina”. Hanno presenziato anche Don Marcello Froiio, Parroco della Chiesa del Carmine e Angela Rubino, che ha introdotto e moderato l’incontro.

IL TOUR GUIDATO

Basato sui contenuti del convegno, il tour guidato svolto nel pomeriggio del 23 giugno, ha voluto essere un’occasione per ripercorrere le orme di un antico passato, il cui studio andrebbe approfondito, insieme a delle campagne di scavi archeologici condotte nel rispetto del tessuto urbano odierno, per riportare alla luce importanti frammenti della Catanzaro più antica. La visita guidata è partita dal quartiere Grecìa e probabilmente il più antico della città, dove si è dedicato anche un momento alla lettura delle poesie a tema della poetessa Anna Veraldi ed è proseguito sulle orme di quella cultura bizantina delle origini che non è scomparsa con l’avvento delle successive dominazioni, ma ha contaminato in modo indelebile il tessuto socio-economico cittadino con attività, come quella della seta, che lo caratterizzarono per molti secoli. Ci parlano di questo la chiesa e l’oratorio del Rosario, l’antica Giudecca, l’antico quartiere degli Amalfitani, tutte le chiese cittadine custodi di preziosissimi paramenti sacri in seta e poi tutti gli altri luoghi che direttamente o indirettamente ricordano questa storia straordinaria.

È stato dato rilievo anche a due importanti testimoni silenziosi del tessuto urbano medievale della città, gli unici che ci restano: le chiese di San Nicola e di Sant’Omobono.

A conclusione del tour, i partecipanti sono stati accolti dalla signora Santina Pultrone nelle accoglienti sale del nuovo locale “I Vinattieri” (ex Amici Miei), situato su Corso Mazzini, che fin da subito ha aderito al programma di IT.A.CÀ.

LA MOSTRA FOTOGRAFICA

Gli scatti di Anna Rotundo e Nicola Romeo Arena offrono frammenti di Calabria che vengono riscoperti e narrati attraverso l’obbiettivo, il quale scrutando nei meandri dei centri storici e spaziando nei paesaggi, rivela bellezze inattese, racconta storie di vita passata e storie di un presente che pulsa, sulla scia delle passate glorie, in attesa di essere valorizzato come merita. La mostra sarà fruibile fino al 7 luglio (Ingresso libero).