Disoccupazione in Calabria: La Destra,Governo continua a rapinare gli italiani

Calabria Politica

Riceviamo e pubblichiamo una nota diffusa dal coordinamento regionale della Calabria de La Destra, in merito ai dati Istat inerenti il tasso di disoccupazione nella nostra regione.

“Mentre il tasso di disoccupazione dilaga, soprattutto nel Sud e in Calabria, toccando quasi la soglia del 20 per cento nella nostra regione, come confermano gli ultimi dati Istat, lo scellerato governo Monti continua a giocare con lo spread in Borsa, a tartassarci con tasse e balzelli, ma dimentica il suo Popolo e i suoi giovani. È quanto afferma, in una nota, il segretario regionale de La Destra calabrese, Gabriele Limido. Servono vere e autentiche politiche del lavoro e di sviluppo per la Calabria e il Mezzogiorno e non solo manovre rapine ai danni degli italiani e dei calabresi. Certo se questi dati confermano la totale incapacità di questo governo ad affrontare l’emergenza lavoro, quello regionale non eccelle per iniziative, anzi ne registriamo la quasi latitanza sulla problematica. Forse troppo impegnato nella gestione e nella spartizione del potere e a creare sacche di lavoro clientelare.

In questo drammatico scenario, la Calabria risulta avere il primato di regione più disoccupata d'Italia, con un tasso del 19,8 per cento. Ancora una deludente ed affatto encomiabile medaglia. E, se da un lato, la crisi economica che ha investito da tempo il nostro Paese, divenuto incapace di offrire condizioni favorevoli e strumenti idonei al progresso materiale dei suoi cittadini, ha un ruolo fortemente determinante, dall'altro ci tocca nuovamente puntare il dito su una politica imprevidente e superficiale, corrotta ad alti livelli, preoccupata di assecondare i propri interessi, di avere un tornaconto, di accumulare capitale e conseguire uno stato di benessere prerogativa di pochi. Ne consegue che la moralità annega nel fango lasciando libero spazio all'illecito e all'illegale. A pagarne le conseguenze sempre i cittadini. A loro, ed in particolare, al popolo calabrese, ci stringiamo non con la pretesa di salvare il mondo, ma con l'umile, onesta e coraggiosa aspirazione di concorrere al suo miglioramento.

Il lavoro è la più importante forma di espressione umana. Nel lavoro l'uomo rappresenta la società di cui fa parte, dal momento che da essa ha ricevuto la propria impronta, l'educazione e la cultura. Ogni cittadino ha il dovere di cooperare per lo sviluppo della società e dello Stato a cui appartiene, nella misura delle proprie inclinazioni e capacità. Il lavoro come dovere, quindi, ma anche come diritto, in quanto unico modo per vivere una vita libera e dignitosa. Anche il primo articolo della Costituzione ricorda che la nostra Repubblica democratica è fondata sul lavoro. Una norma smentita, purtroppo, dai fatti, i dati Istat sono più di una sentenza”.



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