Disoccupazione giovanile: La Destra, bruciato il futuro di intere generazioni

Calabria Politica

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa diffuso da Salvatore Filippelli Coordinatore de La Destra Jonica Cosentina- membro del Comitato Centrale, inerenti i dati Istat riguardo il tasso di disoccupazione in Calabria.

“Gli ultimi dati diffusi dall’Istat sul precariato e la disoccupazione giovanile ci riportano indietro di quasi vent’anni. Era infatti dal 1993 che non si registrava un dato così alto: un giovane su tre in cerca di lavoro. E le prospettive non sono certo incoraggianti. I dati rilevati sono in crescita esponenziale rispetto all’ultima rilevazione del 2011. Sono passati dieci mesi dall’insediamento del Governo tecnico e la situazione è soltanto peggiorata. I decreti “Salva Italia” e “Cresci Italia” non hanno sortito nessuno effetto. Gli indicatori economici, spread compreso, sono rimasti allarmanti. La riforma del lavoro del ministro Fornero rischia di consegnare ai prossimi governanti un’ Italia in ginocchio e senza prospettive. Insomma, nessuno dei problemi per cui sono stati chiamati i “professori” al Governo è stato risolto, semmai sono stati esasperati. Un quadro a tinte fosche a cui si aggiunge che nel Mezzogiorno i dati rilevati superano la media nazionale, e per le giovani donne il tasso di disoccupazione raggiunge quasi il 50%. La mancanza di fiducia nei e tra i giovani è un dato non rilevato dall’ Istat che ogni politico dovrebbe avere a cuore.

L’Italia da Repubblica fondata sul lavoro è diventata una Repubblica fondata sulla ricerca infinita del lavoro che non c’è. Leggere poi storie come quella di cui si è reso protagonista l’ultimo consigliere regionale della Calabria arrestato per corruzione elettorale fa rabbrividire: imbrogliare quasi mille giovani disperati con la promessa di un lavoro per raggiungere un posto al sole a Palazzo Campanella. Una vera vergogna. Il “sistema Rappoccio” consegna agli annali una delle pagine più brutte e grottesche della storia italica, che in Calabria raggiunge il suo apice. I reati contestati al consigliere regionale del Pri sono odiosi perché il politico avrebbe sfruttato in chiave elettorale la necessità di lavorare di centinaia di giovani reggini. Un esempio paradigmatico dello scadimento, sul piano dei valori etici e civici di una certa parte della classe politica. Non possiamo certo restare in silenzio di fronte a chi specula con cinismo sui bisogni e le aspettative di tanti giovani in cerca di un lavoro stabile per costruirsi un futuro in una terra, come quella calabrese, connotata da endemici problemi di sviluppo sociale ed economico, di legalità e di sicurezza. Le istituzioni tutte, nazionali, regionali provinciali e locali, si facciano portavoce del bisogno del Popolo calabrese di sviluppo, di servizi, di diritti, ivi compreso quello elettorale, in quanto senza un lavoro si è schiavi dei raggiri del potente di turno”.


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