Ticket per l’infanzia e bonus sociale, comincia la distribuzione degli aiuti famiglie disagiate

Vibo Valentia Attualità

I ticket per l'infanzia ed i bonus sociali sono stati trasferiti alla Provincia e sono pronti ad essere fruiti dai legittimi destinatari. A darne notizia è l'assessore provinciale alle Politiche del lavoro Michelangelo Mirabello, che ha illustrato le modalità di accreditamento degli aiuti contro la povertà, previsti dai relativi bandi regionali emanati nell'autunno scorso. Lunedì 17 maggio i Centri per l'impiego di Vibo Valentia e Serra San Bruno cominceranno a convocare i 172 nuclei familiari che hanno diritto ai ticket per l'infanzia - in pratica dei buoni acquisto - del valore di 1.200euro spendibili nelle farmacie convenzionate entro sei mesi dalla data di concessione, per comprare generi di prima necessità, dai prodotti alimentari (come omogeneizzati e latte) agli articoli sanitari (pannolini, prodotti per la pulizia dei bambini). Le famiglie destinatarie degli aiuti saranno contattate telefonicamente e invitate a ritirare i ticket negli uffici più vicini al proprio luogo di residenza. Negli stessi giorni, gli 86 destinatari dei bonus sociali del valore di 3.600, euro ciascuno, riceveranno una lettera che li informerà sull'emissione del mandato di pagamento da parte della Provincia e sulla conseguente possibilità di incassare l'aiuto economico presso la tesoreria dell'Ente. Soddisfazione per la conclusione della procedura e la possibilità di offrire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà, sulla base dei parametri di ammissione previsti a suo tempo dal bando regionale, è stata espressa dall'assessore Mirabello e dal presidente della Provincia Francesco De Nisi, che hanno sottolineato la scrupolosità con cui i Centri per l'impiego hanno seguito l'iter di accreditamento dei contributi agli aventi diritto. "Soltanto nella nostra provincia non ci sono stati intoppi - ha sottolineato Mirabello -, mentre altrove sono sorti problemi e ritardi a causa dei ricorsi promossi dai cittadini che si ritenevano ingiustamente esclusi. Va dato merito, dunque, alla qualità e alla puntualità del lavoro svolto dagli uffici provinciali, che hanno consentito un corretto allestimento delle graduatorie". Per la legittima attribuzione dei bonus sociali, infatti, si è proceduto anche ad una serie di riscontri incrociati presso l'Inps per verificare la veridicità dei dati e delle dichiarazioni pervenute con le domande di adesione ai bandi.