Cgil Crotone su riforma del mercato del lavoro

in Attualitàprovincia di Crotone
00:00 00:00

“La situazione economica e sociale del nostro paese è grave , quella del nostro Sud ancora peggio. Ci sono due problemi diventati ormai ineludibili . Il primo , è che l’Italia non cresce. Siamo in deflazione , gli investimenti non riprendono , la disoccupazione soprattutto quella giovanile cresce , i consumi calano e il gettito fiscale diminuisce. Le conseguenze di tutto ciò sono drammatiche. Nessuno può ragionevolmente difendere questa situazione.” È quanto si legge in una nota della Cgil di Crotone.

“Cambiare si deve , e senza perdere tempo perché ogni ritardo lo pagano i più deboli. Quando c’è una grave malattia non si può tergiversare , servono terapie e medicine adeguate. Quelle giuste però iii Ad oggi sul piano economico , purtroppo non siamo a niente , nessuna terapia è stata messa in atto o proposta . Invece sulla dualità del mercato del lavoro si è detto che la causa risiede nella Legge 300 del 1970 : lo statuto dei lavoratori , tant’ è che , insieme alle rovinose modifiche delle leggi sugli appalti che hanno aperto nuovi varchi a illegalità e lavoro nero , l’obiettivo del governo si è spostato contro le norme che limitano il controllo a distanza dei lavoratori , la possibilità di favorire il loro demansionamento o il licenziamento senza nessuna giustificazione , senza rendere chiaro come questo eliminerebbe tutte le forme di precariato preesistenti. – Prosegue la nota – Avvertiamo qualche contraddizione .Nel momento in cui il paese dovrebbe definire una seria politica industriale , puntare ad un più alto modello di specializzazione , valorizzare competenze e conoscenze , si immagina una riforma del mercato del lavoro in modo da renderlo autoritario e gerarchico , meno adeguato a valorizzare il talento e la creatività dei nostri giovani. Non sarà di certo spiandoli , demansionandoli , che daranno il meglio di se stessi , e senza di loro non potremo mai vincere la sfida competitiva.Se , come dicono i dati , abbiamo ancora un tessuto produttivo che vince nella sfide globali è perché ci sono realtà che dimostrano che è possibile farcela , e guai a noi se non ci crediamo.

Le facciamo dove si lavora bene. Servono quindi regole che favoriscono il buon lavoro , soprattutto in una terra come la nostra dove a volte sembra quasi impossibile sperare che si possa trovare del buon lavoro. Servono quindi regole che favoriscano il lavoro sano e regolare , un ambiente favorevole all’innovazioni , alle nuove tecnologie , che offra ai giovani fiducia e libertà. Allora lasciamo da parte ricette vecchie di 20 anni , il mondo è cambiato , il lavoro è cambiato . Nessuno pensa si debba affrontare il cambiamento con vecchi strumenti , ma neppure si può tornare agli anni ’50. Se il governo vuol fare sul serio , noi siamo pronti anche a Crotone. Si apra al confronto e troverà proposte e soluzioni all’altezza della sfida. – Conclude la Cgil – Quello a cui non saremo disposti è sostenere ricette sbagliate. Vogliamo troppo bene al nostro territorio come a tutto il paese per non sapere che un errore adesso rappresenterebbe un colpo terribile alla credibilità e alla fiducia che dobbiamo avere per superare questo difficile momento , convinti che un modello che dice “ investite qui perché vi saranno consentite maggiori ingiustizie “ non solo è devastante sul piano della cultura democratica , ma non funzionerà mai nemmeno sul piano economico. In particolare in quelle parti del paese come il mezzogiorno , la Calabria e il Crotonese dove da sempre lottiamo per la giustizia sociale e per il buon lavoro , unica strada per uscire dall’isolamento.”

Etichette: cgillavoro
CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.