Un’importante operazione di pulizia e bonifica dei fondali si è conclusa con successo all’interno del Parco Marino Regionale della Secca di Amendolara. L’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria, in stretta sinergia con pescatori subacquei in apnea, volontari e associazioni del territorio, ha recuperato una voluminosa rete da circuizione cianciolo rimasta incagliata tra le rocce submerse. Sotto la costante supervisione di Antonello Ciminelli, responsabile della sede operativa dell’ente ad Amendolara, l’intervento si è rivelato particolarmente impegnativo a causa delle condizioni meteomarine avverse che impedivano di effettuare le immersioni con i dovuti margini di sicurezza.

Il recupero della rete
La pesante attrezzatura da pesca era finita agganciata alle barriere e ai massi sommersi posizionati sia per contrastare la pesca a strascico, sia per favorire il ripopolamento delle specie ittiche.
A lanciare l’allarme era stato un gruppo di apneisti locali che frequentano la Secca di Amendolara, considerata la montagna marina più estesa d’Italia e l’antica isola di Ogigia, habitat ideale per cernie bianche e grandi polpi.
Per il successo dell’intervento è stato fondamentale il supporto logistico offerto dal Diving Ogigia, che ha messo a disposizione due gommoni e adeguata assistenza tecnica per garantire l’incolumità dei sub impegnati.
Un lavoro di squadra
I subacquei e i volontari hanno dovuto lavorare a lungo in immersione, effettuando tagli strategici e controllati per liberare la rete dai massi prima di poterla trasferire a bordo dei mezzi nautici.
L’attrezzo da pesca recuperato viene ora lasciato asciugare ed essiccare, per poi essere consegnato all’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria in vista del corretto smaltimento.
L’operazione ha permesso di eliminare una minaccia concreta per l’ecosistema sommerso, ridando pieno respiro alla biodiversità marina e tutelando al meglio i preziosi habitat naturali della zona.

La strategia regionale
Come accaduto nelle scorse settimane con la pulizia dei fondali a Pizzo Calabro, l’intervento di Amendolara rientra nel quadro generale delle azioni di monitoraggio e legalità promosse dall’ente su tutte le cinque province calabresi.
Dalle attività di pulizia fino al viaggio itinerante di sensibilizzazione Mare Dentro a bordo dell’imbarcazione Mavisu, l’ente dimostra una presenza capillare su tutto il territorio regionale, consolidando un’efficace sinergia tra istituzioni, operatori del mare e comunità locali.




























