Cisl medici: “Pasticcio giuridico all’Azienda ospedaliera di Cosenza”

in Attualitàprovincia di Cosenza
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La Cisl Medici Calabria ha presentato un ricorso ad adiuvandum al Tar della Calabria, contestando quello che definisce un “intreccio giuridico” tra le disposizioni del Ssn e quelle universitarie all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. L’iniziativa mira a contrastare la “colonizzazione” delle direzioni ospedaliere da parte di docenti universitari nominati senza concorso e a tutelare i diritti e le aspettative di carriera dei medici ospedalieri.

Nomine senza concorso e fondi europei usati in modo improprio

Il ricorso della Cisl Medici si inserisce nel procedimento promosso dall’Acoi e contesta le violazioni che permetterebbero le nomine dei “primari” universitari anche in assenza dei requisiti necessari1. La polemica nasce da una serie di provvedimenti regionali, in particolare il Dca n. 197/2022, che ha individuato l’ Azienda di Cosenza come “Azienda di riferimento”2. L’atto aziendale, approvato con il Dca n. 258 del 25 giugno 2025, confermerebbe la messa al bando dei “primari” ospedalieri, prevedendo unicamente dipartimenti a direzione universitaria.

La Cisl Medici Calabria aveva già denunciato ad aprile ai ministeri competenti e alla Corte dei Conti che il finanziamento del personale universitario avviene con fondi europei e del Ssr. In particolare, un provvedimento del Commissario ad Acta n. 19 del 24 gennaio 2025 prevede l’impiego di circa 1,8 milioni di euro annui, per 15 anni, destinati a 18 professori di ruolo. Il sindacato evidenzia che l’uso di fondi europei del Fesr per le spese di personale rappresenta una “evidente distrazione di risorse”, dato che la programmazione comunitaria termina nel 2029.

Un sistema che premia gli accordi e non il merito

Il sindacato critica duramente la prassi di individuare le “Aziende di riferimento” attraverso accordi tra rettori e governatori, a discapito di una corretta pianificazione e senza considerare le conseguenze economiche e organizzative per il Ssr. La Cisl Medici sottolinea che questo sistema mina la fiducia dei professionisti nelle istituzioni e viola i principi fondamentali della tutela della salute. Auspica, quindi, che il Tar metta ordine a questa situazione, ristabilendo la legalità e la corretta pianificazione.

Il sindacato sta inoltre preparando un ricorso al Giudice del Lavoro a tutela dei diritti dei medici ospedalieri, che vedono penalizzate le proprie aspettative di carriera. Per la Cisl Medici, il sistema attuale rischia di favorire la “fuga” dal servizio sanitario pubblico.

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