Gaza. Cgil con il Global Sumud Flotilla: “in piazza per fermare la barbarie”

in Attualitàprovincia di Calabria
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Il governo e l’esercito israeliano stanno compiendo a Gaza e in Cisgiordania una grave violazione del diritto umanitario e internazionale.

L’assedio della Striscia di Gaza è stato intensificato con un’escalation militare che costringe la popolazione palestinese a sfollare in campi profughi.

Questi rifugi sono privi di sicurezza, cibo, acqua e assistenza sanitaria, un piano che sembra mirare alla rioccupazione del territorio e al trasferimento della popolazione.

Piani che minano la pace

È stato inoltre annunciato il progetto E1, che isolerebbe Gerusalemme dal resto della Cisgiordania con un nuovo insediamento ebraico.

Questi piani confermerebbero l’obiettivo del governo israeliano di eliminare la possibilità di “due stati per i due popoli” e l’esistenza stessa dello Stato di Palestina.

Un progetto, inoltre, che rischierebbe di compromettere la vita degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas usando la fame come arma di guerra, lacerando il diritto internazionale che è l’unica garanzia per costruire pace e sicurezza.

L’appello alla comunità

“Non possiamo rimanere in silenzio. È tempo che gli Stati e i governi democratici, membri delle Nazioni Unite e firmatari di accordi sui diritti umani, fermino questa barbarie” affermano dalla Cgil esprimendo una profonda preoccupazione: “Non possiamo più accettare che vengano uccisi impunemente bambini, donne, operatori umanitari, sanitari e giornalisti e che continui la distruzione delle infrastrutture civili rimaste, a partire da ospedali e scuole”.

Le richieste sindacali

Per questo motivo viene rinnovato l’impegno per una mobilitazione ampia. Le richieste del sindacato mondiale CSI rivolte a tutti i Capi di Stato e di governo, incluso quello italiano, sono chiare: interrompere la consegna di armi, raggiungere un cessate il fuoco, garantire l’ingresso illimitato di aiuti umanitari, rilasciare tutti gli ostaggi e i prigionieri politici, riconoscere lo Stato di Palestina, porre fine all’occupazione e al commercio con gli insediamenti illegali e rafforzare la democrazia per una pace duratura.

Inoltre, la Ces, ovvero la Confederazione europea dei sindacati, chiede la sospensione dell’Accordo di associazione UE-Israele e l’interruzione del commercio di beni prodotti negli insediamenti illegali.

Le Iniziative solidali

Iniziative umanitarie e nonviolente come la Global Sumud Flotilla sono sostenute per rompere l’embargo e l’isolamento della popolazione di Gaza. La CGIL continua e rilancia la sua raccolta fondi. Grazie a essa, sono stati inviati beni di prima necessità e finanziata la produzione di pacchetti alimentari distribuiti nel campo profughi di Al Amal Al Taawony.

Sono in programma nuovi acquisti e distribuzioni di “pacchi famiglia” e pasti caldi per circa mille nuclei familiari in collaborazione con l’Associazione delle ONG Italiane e il CISS di Palermo.

La mobilitazione nazionale

Per tutte queste ragioni, la CGIL invita lavoratori, pensionati, studenti, associazioni, artisti, intellettuali e giornalisti a scendere nelle piazze italiane per una prima mobilitazione.

L’appuntamento è per sabato prossimo, 6 settembre, con l’obiettivo di chiedere “che la barbarie in corso si fermi e che il governo italiano si schieri dalla parte della pace, della giustizia e del diritto internazionale”.

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