La Cattedrale di Mileto ha accolto una folla immensa e profondamente commossa per l’ultimo saluto a Don Bruno Cannatelli, figura storica e pilastro spirituale della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea. Il rito funebre, presieduto dal Vescovo Monsignor Attilio Nostro, ha rappresentato non solo un momento di preghiera, ma una corale testimonianza d’affetto per un uomo che ha dedicato ogni istante della sua esistenza al servizio del prossimo.
La partecipazione straordinaria di fedeli e cittadini ha sottolineato quanto il suo operato abbia inciso nel tessuto sociale e umano del territorio, lasciando un vuoto che solo il ricordo delle sue opere potrà colmare.
Una vita per gli ultimi
Don Bruno Cannatelli è stato un sacerdote d’altri tempi, capace di incarnare la cultura del dono e dell’accoglienza in modo totale e spesso silenzioso. La sua missione si è distinta per un’attenzione costante verso il mondo dei fragili, dei nuovi poveri, degli anziani e dei migranti, che trovavano in lui non solo un sostegno materiale ma una parola di autentico conforto.
La sua dedizione alla Caritas Diocesana e il legame profondo con la comunità di San Giuseppe restano pietre miliari di un percorso sacerdotale caratterizzato da una rara operosità e da una tenacia instancabile nel contrastare la miseria e la sofferenza.
L’eredità spirituale
Il lascito di Don Bruno è così vasto e significativo da indurre le istituzioni ecclesiali e civili a riflettere sulla necessità di preservarne la memoria attraverso iniziative strutturate. Si sta infatti delineando l’idea di organizzare una giornata di studio dedicata alla sua figura, per analizzare la ricchezza della sua personalità e l’efficacia del suo metodo comunicativo e pastorale.
Le sue omelie, incentrate sulla pace, sulla famiglia e sulla formazione dei giovani, continuano a risuonare come un invito a non distogliere mai lo sguardo dalle necessità altrui, mantenendo viva quella speranza che lui stesso ha alimentato per decenni.
Il legame con le radici
Nativo di Gerocarne, Don Bruno ha mantenuto un rapporto viscerale con la sua terra, trasformando il suo attivismo in un motore di condivisione spirituale e sociale. In questo momento di dolore, il suo successore Don Giuseppe La Torre, insieme all’intera comunità parrocchiale, ne ha ricordato l’impegno motivato e la capacità di essere un conduttore nel viaggio della solidarietà.
Il passaggio del testimone avviene nel segno della continuità, con l’impegno di mettere in pratica quegli insegnamenti di carità e attenzione quotidiana che hanno reso Don Bruno Cannatelli un punto di riferimento indimenticabile per chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo.




























