Lamezia Terme, stabilimento sotto sequestro per reati ambientali

in Cronacaprovincia di Catanzaro
00:00 00:00

Sono molteplici le violazioni ed i crimini ambientali contestati a quattro soggetti operanti nel settore della commercializzazione di veicoli industriali, che questa mattina si sono visti apporre i sigilli ad un grande stabilimento che si trova nella località industriale di Lamezia Terme.

Dalle indagini al riguardo, emergerebbe che all’interno del noto e rinomato stabilimento avrebbero operato tre distinte società che, oltre alla semplice compravendita di veicoli industriali, svolgevano anche l’attività di officina meccanica, di fabbricazione rimorchi e semirimorchi, oltre che di verniciatura industriale.

Attività che non sarebbero state però consentite, e che avrebbero occupato la maggior parte dell’edificio.

Da quanto ricostruito dalle fiamme gialle, buona parte del capannone sarebbe stato infatti adibito a vera e propria “filiera industriale” dove avvenivano saldature e verniciature, assemblaggi e riparazioni.

Presenti, di fatti, un impianto robotizzato per la saldatura di componenti metallici e una cabina di sabbiatura e granigliatura, assieme a cabine per la verniciatura dei cassoni.

Tutte queste attività sarebbe state svolte senza alcuna autorizzazione ambientale, ed è stato accertato come i reflui industriali venissero scaricati direttamente nella rete consortile dell’area industriale, senza alcun pre-trattramento depurativo.

Individuato inoltre un piazzale dedicato all’abbandono di rifiuti speciali, pericolosi e non, consistenti in parti meccaniche, pneumatici, metalli ferrosi ed imballaggi, assieme a rimorchi e veicoli da avviare alla demolizione. Il tutto abbandonato all’aperto e senza alcuna copertura.

Per questo l’intero stabile è stato posto sotto sequestro nel corso di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha mobilitato la Guardia di Finanza del Gruppo di Lamezia Terme, i Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e Transizione Ecologia “Noe” di Catanzaro, la Polizia Ambientale della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia e la sezione di Polizia dell’aliquota Ambiente della Procura della città della Piana.

Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa 2 milioni di euro, ed ha una superficie di circa 6 mila metri quadri.

I quattro, amministratori e responsabili dello stabile, sono stati denunciati per violazioni plurime in materia ambientale.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.