Si è conclusa con la schiusa dei nidi sul litorale di Ricadi la campagna estiva di monitoraggio e tutela delle tartarughe marine promossa dal Circolo Legambiente Ricadi. Nell’ultima stagione sul territorio ricadese sono stati individuati due nidi, il primo rinvenuto sulla spiaggia di Formicoli e trasferito a Riaci per ragioni di idoneità del sito, e il secondo in località Tonicello.
Le due schiuse hanno portato alla nascita di quasi cento esemplari che, sommati ai nati nei siti di Parghelia e Zambrone, fissano il totale stagionale oltre quota trecento. Un dato in controtendenza rispetto alla media nazionale e in forte crescita rispetto ai numeri registrati all’avvio del progetto Turtlenest nel 2024, quando venne individuato un solo nido.
Tecnologia, monitoraggio e rete di volontariato
Le attività di perlustrazione e messa in sicurezza dei nidi lungo la costa vibonese hanno visto il coinvolgimento costante di oltre venti volontari. Per il pattugliamento delle spiagge si è fatto ricorso anche all’impiego di droni e delle unita cinofile da ricerca dei “Tartadog”, che hanno attirato l’interesse di residenti e bagnanti.
La riuscita delle operazioni si deve anche al supporto operativo fornito dai gestori e dai dipendenti delle strutture balneari e ricettive adiacenti ai punti di nidificazione, tra cui il Villaggio Marco Polo, il Residence Girasole e il Villaggio Il Tramonto, che hanno garantito una collaborazione diretta sul campo.
Sinergia tra istituzioni ed enti di tutela
Il progetto ha consolidato una rete virtuosa tra enti locali, forze dell’ordine e strutture veterinarie. La rete dei “Comuni amici delle tartarughe marine”, che già vedeva l’adesione di Ricadi, Tropea e Zambrone, si è ampliata con l’ingresso di Parghelia, a cui si aggiungono i lidi che stanno sottoscrivendo protocolli di buone pratiche.
Un contributo determinante è giunto dai volontari in possesso delle autorizzazioni in deroga del Ministero dell’Ambiente, dalla Guardia Costiera, dall’Asp di Vibo Valentia e dal Centro Recupero Tartarughe Marine di Montepaone, il cui intervento ha consentito di curare e prendere in carico alcuni esemplari in difficoltà prima di restituirli al mare.






























