Oltre 6400 litri di gasolio per autotrazione sono stati sottratti al mercato nel territorio vibonese a causa della mancata rispondenza ai parametri di sicurezza previsti dalla legge. L’operazione ha visto sul campo la Guardia di Finanza del Gruppo napitino e il personale dell’Ufficio Adm di Gioia Tauro. Gli accertamenti hanno portato al sequestro preventivo d’urgenza del carburante e del serbatoio da 15 metri cubi che lo conteneva, per un valore totale, tra prodotto e impianto, di circa 25.500 euro

I controlli sul campo
L’intervento rientra in un’articolata attività che ha interessato sei distributori stradali situati in diversi comuni della provincia. Durante le verifiche svolte a settembre con il supporto del Laboratorio Mobile dell’Agenzia delle Dogane, gli operatori hanno prelevato campioni di benzina e gasolio per analizzarli immediatamente e accertare il rispetto degli standard qualitativi.

L’anomalia a Dasà
L’allarme è scattato a Dasà, dove l’analisi del gasolio erogato da uno degli impianti ha mostrato un punto di infiammabilità pari a circa 50°C, a fronte del limite minimo di 55°C stabilito dalla normativa tecnica.
Di fronte a questo rischio, i finanzieri e i funzionari doganali hanno subito apposto i sigilli alle apparecchiature per impedirne la vendita. Le successive analisi in laboratorio hanno poi confermato in modo definitivo la non conformità, rilevando un valore reale di 49,5°C.

L’ipotesi di reato
Tutte le informazioni sono state inviate alla Procura di Vibo per l’ipotesi di frode nell’esercizio del commercio. Gli investigatori proseguono le verifiche per ricostruire l’intera filiera di approvvigionamento del carburante e individuare eventuali responsabilità.






























