Un caso di evidente disorganizzazione sanitaria ed a farne le spese una 80enne. Teatro della vicenda l’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. Dopo mesi di attesa per una visita dermatologica, al suo arrivo la paziente ha scoperto che il controllo era stato annullato senza alcun preavviso. A denunciare l’episodio il figlio, Vincenzo Decarlo, che ha accompagnato la mamma al controllo: “soltanto una volta arrivati ci è stato comunicato che la visita non si sarebbe potuta effettuare, perché non erano disponibili dermatologi. Secondo quanto ci è stato riferito, dei due medici in servizio, uno sarebbe assente per malattia da oltre un mese mentre l’altro sarebbe stato assegnato a un diverso reparto”.

Il peso dei disservizi sulle famiglie
L’assenza di comunicazioni tempestive provoca pesanti disagi alle famiglie dei pazienti: “Per una persona anziana – spiega ancora il figlio della paziente – recarsi in ospedale richiede preparazione, organizzazione e accompagnamento. Significa affrontare spostamenti e disagi, dopo aver atteso con la fiducia che, almeno alla data stabilita, qualcuno si sarebbe occupato del suo bisogno. Per accompagnare mia madre ho dovuto sottrarre tempo al mio lavoro e riorganizzare impegni, una giornata inutilmente sacrificata”. Secondo Decarlo, la gestione amministrativa dovrebbe mostrare maggiore considerazione: “Chi percepisce regolarmente il proprio stipendio, a prescindere da come e se lavora, ha il dovere di ricordare che il tempo degli altri non è a sua disposizione”.
Un lungo e frammentato percorso
La cancellazione dell’appuntamento blocca l’iter per un intervento necessario ad asportare una lesione cutanea: “Quanti mesi per arrivare al dermatologo? Quanti altri per la visita chirurgica? Quanto ancora per l’intervento? E chi valuta e governa il tempo complessivo, affinché l’attesa non diventi incompatibile con il bisogno clinico della persona?”.
Il figlio dell’80enne mette in luce le difficoltà di chi non può provvedere diversamente: “E chi non può permettersi di rivolgersi ad una struttura privata, quale alternativa concreta ha? Deve continuare ad aspettare, confidando che prima o poi il servizio torni disponibile? È accettabile che la possibilità di superare un disservizio dipenda dalle risorse economiche della famiglia?”, sbotta.

I nodi sul futuro della sanità
La vicenda solleva perplessità anche rispetto agli investimenti annunciati dalla Regione Calabria, guidata da Roberto Occhiuto, riguardanti 300 milioni di euro destinati alla realizzazione della nuova struttura ospedaliera cittadina.
“Quale credibilità può avere la promessa dell’ospedale di domani, se in quello esistente mancano i medici necessari a garantire persino le visite già prenotate?” incalza Decarlo ribadendo che “chi annuncia nuove strutture dovrebbe spiegare con quali professionisti intende farle funzionare e come assicurerà, nel frattempo, le cure ai cittadini”.
La richiesta diretta all’Asp di Crotone è di risposte chiare: “Il tempo di chi aspetta una cura deve entrare nei conti della sanità almeno quanto il costo di una prestazione. Perché ogni mese di attesa appartiene alla vita di una persona, non all’agenda di un ufficio”, conclude Decarlo.



























