La coca si vendeva sottovoce, smantellato asse della droga tra Calabria e Puglia

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Un solido asse per il rifornimento della cocaina con la Calabria, in particolare con le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Un ruolo di primo piano ricoperto da un pregiudicato leccese, responsabile di gestire i contatti con i fornitori della nostra regione, tra cui il factotum di una famiglia ‘ndranghetista egemone nel vibonese. È quanto emerge dall’inchiesta chiamata in codice “Whisper”, che, partita da Lecce, si è allargata anche fin nella provincia napitina.

I sussurri dei trafficanti

La Direzione Investigativa Antimafia del capoluogo pugliese sta eseguendo infatti un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Valeria Fedele, su richiesta della Dda locale, nello specifico del sostituto procuratore Giovanna Cannarile.

Un provvedimento che colpisce 23 persone, di cui 21 finite in carcere e due ai domiciliari, indiziate di fare parte di due associazioni dedite al traffico internazionale di droga. Il nome dell’operazione deriva dall’estrema accortezza degli indagati, che parlavano quasi sottovoce per evitare le microspie.

Le origini dell’inchiesta

Le indagini traggono origine dai risultati emersi nell’ambito di una precedente indagine, denominata Ura, condotta tra settembre 2021 e giugno 2022 dal Centro Operativo della Dia di Bari insieme alla Squadra Investigativa Comune costituita con le autorità di Tirana.

Quel primo segmento aveva documentato un rilevante traffico di cocaina, eroina e marijuana gestito da un’organizzazione albanese con base stabile a Durazzo. I successivi approfondimenti, svolti dal 2022 al 2025, hanno permesso di disarticolare le due distinte reti criminali odierne.

I laboratori del Brindisino

Il primo gruppo operava nella provincia di Brindisi, specialmente nel comune di Oria, sotto la guida di un uomo del posto aiutato dalla madre, dalla compagna, da una zia e da una nipote. La droga veniva custodita in un’officina e poi trasferita in due case di campagna trasformate in laboratori per il taglio.

Durante le indagini i militari hanno sequestrato complessivamente 58 chili di droga e due pistole. Tra gli arrestati figura anche un latitante intercettato a Oria il 6 dicembre 2023, sul quale pendeva un mandato di arresto europeo.

La rete nel Leccese

La seconda associazione operava a Lecce ed era capeggiata da un noto pregiudicato della zona nord della città. Nonostante l’uomo fosse detenuto, continuava a dirigere gli affari impartendo ordini alla moglie durante i colloqui in carcere.

La donna manteneva i contatti con i fornitori, soprattutto quelli calabresi, e gestiva la contabilità della droga. Il volume d’affari era imponente, come confermato dal ritrovamento della foto di un registro a partita doppia del 29 dicembre 2021, che riportava entrate per 411mila euro a fronte di consegne di decine di chili di eroina e cocaina.

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