Revocata la libertà al boss Custonaci, arrestato dalla polizia di Catanzaro e Trapani

in Cronacaprovincia di Catanzaro
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È stata revocata la libertà anticipata a Giuseppe Costa, mafioso di Custonaci (Trapani) condannato a oltre trent’anni per associazione mafiosa e per il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, è stato eseguito nei giorni scorsi a Lamezia Terme, dalle Squadre Mobili di Trapani e Catanzaro. Adesso dovrà scontare una pena residua di quattro anni e sette mesi.

La revoca del beneficio: 1.800 giorni annullati

Il giudice ha annullato il beneficio concesso precedentemente , che prevedeva uno sconto di pena di 1.800 giorni, quasi cinque anni, riconosciuto per buona condotta e partecipazione alle attività trattamentali.

La decisione attuale è stata determinata invece dalla «perdurante appartenenza» di Costa a Cosa Nostra trapanese: secondo quanto accertato, l’uomo avrebbe continuato a beneficiare del sostegno economico dell’organizzazione mafiosa, anche per il pagamento delle spese processuali, sia durante la detenzione sia dopo la scarcerazione.

La cooperazione tra le Squadre Mobili

Particolarmente significativa è stata la collaborazione tra gli uffici investigativi di Catanzaro e Trapani, che hanno lavorato insieme per seguire le dinamiche criminali oltre i confini territoriali.

«La cooperazione tra gli uffici investigativi e la capacità di seguire le persone e le dinamiche criminali anche oltre i confini territoriali rappresentano un patrimonio fondamentale per contrastare le organizzazioni mafiose», ha sottolineato Rocco Morelli della Fsp Polizia.

«La revoca del beneficio della libertà anticipata nei confronti di Giuseppe Costa rappresenta una decisione importante, che restituisce pieno valore alla tutela della legalità e alla sicurezza dei cittadini», afferma ancora il Segretario Generale Provinciale di Catanzaro del Sindacato.

L’apprezzamento del sindacato di categoria

«Come Organizzazione Sindacale della Polizia di Stato – prosegue Morelli – esprimiamo il nostro apprezzamento per l’azione delle donne e degli uomini della Polizia che, ancora una volta, dimostrano quanto siano fondamentali professionalità, collaborazione investigativa e capacità di intervenire anche quando emergono elementi incompatibili con i benefici precedentemente riconosciuti».

«Da Catanzaro – conclude – vogliamo ribadire un messaggio chiaro: lo Stato c’è, le istituzioni ci sono e la Polizia di Stato continuerà a fare la propria parte senza esitazioni. La sicurezza dei cittadini, il contrasto alle mafie e la difesa della legalità devono rimanere priorità assolute».

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