Riunito stamattina il partenariato istituzionale relativo al Programma Integrato per le Aree Rurali (PIAR) della Provincia di Catanzaro che da oggi prende il via.
Alla riunione, che si è tenuta presso la Sala consiliare dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, erano presenti: il Presidente della Provincia Wanda Ferro, l’Assessore provinciale Nicola Montepaone, la Dirigente del Settore Politiche Agricole Rosetta Alberto, il Presidente della Camera di Commercio, Agricoltura, Industria e Artigianato di Catanzaro Paolo Abramo, il Presidente dell’UNCEM Vincenzo Mazzei, la Coldiretti Calabria ed i Sindaci dei Comuni, aderenti al PIAR, di Andali, Belcastro, Botricello, Caraffa di Catanzaro, Fossato Serralta, Magisano, Marcedusa, Sellia, Sellia Marina, Simeri Crichi, Sorbo San Basile e Soveria Simeri.
Il PIAR, che originariamente prevedeva interventi per complessivi € 9.897.371,77, per effetto della delibera di Giunta regionale n. 712 del 26.10.2009, è stato ridotto ad €. 2.360.808,00. Gli interventi finanziati riguardano azioni di Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in parallelo con lo sviluppo e l’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura, di Sostegno agli investimenti non produttivi di parte pubblica e Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale. E’ importante, ha sottolineato il Presidente Ferro, che i progetti vengano rimodulati nell’ottica di farli rientrare nell’assegnazione finanziaria assentita avendo cura, contestualmente, di creare opere complete e funzionali.
La programmazione integrata, ha evidenziato il Presidente Ferro, non può che partire dalla consapevolezza circa l’importanza che riveste la concertazione nelle fasi di impostazione ed attuazione della politica di sviluppo agricolo e rurale. Solo attraverso partenariati istituzionali forti tra gli enti operanti sul territorio provinciale e le rappresentanze del mondo economico e sociale agricolo, portatori di interesse diffuso nel comparto, si possono definire obiettivi, strategie e priorità di intervento in grado di incidere profondamente, come elementi di rottura e di discontinuità, con le vecchie logiche che troppo spesso fino ad oggi hanno governato la politica agricola regionale. Quello odierno- ha proseguito il presidente Ferro- lo cogliamo come l’inizio di una svolta necessaria quanto coraggiosa, vale a dire il passaggio da una politica strutturale centralizzata ed autoreferenziale, calata dall’alto, che opera le sue scelte sulla base di conoscenze e di diagnosi generiche ad una politica, sì coordinata, ma decisa dal basso attraverso il coinvolgimento degli attori locali, primi fra tutti i comuni, che hanno consapevolezza piena dei punti di forza e di debolezza che il proprio territorio esprime. Solo attraverso il decentramento dei poteri a livello locale, si possono finalmente agevolare approcci consapevoli nella gestione dei problemi nel quadro complessivo delle politiche di sviluppo locale. Tale nuovo approccio, oltre a stimolare una programmazione che prenda le mosse dalla conoscenza più profonda e puntuale dei fattori che caratterizzano il contesto di intervento, rafforza inoltre l’identificazione della popolazione con le strutture statali. Il buon funzionamento dei governi locali, infatti, genera credibilità nei confronti dello Stato nel suo insieme. Una buona governance nella gestione della cosa pubblica, ha concluso il presidente Ferro, contribuisce in maniera sensibile ad un più efficace, sostenibile e razionale utilizzo delle limitate risorse economiche. I governi locali, che possono essere più agevolmente essere coordinati dalle amministrazioni provinciali, infatti, sono meglio posizionati al fine di consentire una più efficiente allocazione delle risorse per il soddisfacimento dei bisogni primari delle comunità amministrate. Non è un caso, infatti, che la Carta Europea sulle Autonomie Locali, fa discendere lo sviluppo locale dal legame necessario tra decentramento e good govenance.
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