I genitori degli atleti appartenenti alla Asd Kroton Nuoto, hanno espresso il loro disagio e disappunto per l’aumento dei costi approvati dal Comune di Crotone per l’accesso agonistico alla Piscina Olimpionica di Crotone. Con una Delibera di Giunta del 7 settembre scorso, la numero 323, l’amministrazione ha infatti fissato la tariffa a 35 euro all’ora per ogni corsia. Un incremento ritenuto vertiginoso se si considera l’evoluzione dei prezzi nell’ultimo anno.

Gli aumenti fuori misura
“Con il tariffario dell’ottobre 2025 una società Fin con sede a Crotone poteva utilizzare una corsia in vasca lunga per sei giorni alla settimana, due ore al giorno, pagando circa 300 euro al mese, con un massimo di 10 atleti. Considerando quattro settimane e 48 ore mensili, la successiva tariffa di 16 euro l’ora aveva già portato il solo costo della corsia a 768 euro al mese, riducendo il limite a 8 atleti. Con i nuovi 35 euro l’ora, lo stesso utilizzo arriva a 1.680 euro mensili, sempre per un massimo di 8 atleti”, evidenziano i rappresentanti delle famiglie.
L’aggravio complessivo segna un rincaro del 460% rispetto alle cifre di partenza, portando la quota per singolo atleta da 30 a 210 euro mensili.
Le utenze della collettività
La spesa risulta ancor più inspiegabile alla luce delle clausole che regolano la struttura. “Il dato è ancora più difficile da comprendere se si considera che l’Accordo Comune-Fin pone direttamente a carico del Comune la termogestione e il riscaldamento, il trattamento e il consumo dell’acqua e il consumo dell’energia elettrica, con contratti intestati e pagati direttamente dall’Ente” insistono i genitori. “Non siamo quindi di fronte a un soggetto privato che assume integralmente il costo della piscina, paga gas, acqua ed energia e deve poi recuperare tutto attraverso la vendita degli spazi acqua. Proprio per questo resta difficile comprendere quali costi debba realmente coprire una tariffa di 35 euro l’ora per corsia, considerato che le principali utenze restano già a carico della collettività”, ribadiscono con rammarico.

Le disparità con altri sport
Oltre al peso economico, emerge una marcata disuguaglianza rispetto ad altre discipline praticate in città. Nello stesso documento, per l’atletica sono garantiti moduli mensili da 60 o 100 euro per tre sedute a settimana, mentre una squadra di calcio giovanile dilettantistica versa una quota di 300 euro al mese per partite ed allenamenti.
Pur riconoscendo le diverse esigenze gestionali delle strutture, appare insostenibile penalizzare proprio la disciplina fulcro del Centro Federale di Alta Specializzazione.
Nel nuovo tariffario sono state inoltre eliminate le precedenti agevolazioni per le associazioni sportive dilettantistiche crotonesi, introducendo un regime rigido e privo di scontistica per la vasca.
L’appello delle famiglie
L’effetto di queste decisioni rischia di soffocare lo sport locale ed ostacolare le giovani promesse del nuoto. “Il risultato concreto è che proprio il Centro Federale nato per sostenere l’agonismo rischia di rendere l’attività agonistica molto più onerosa per le società e per le famiglie della città. Non chiediamo privilegi, né gratuità. Chiediamo coerenza, trasparenza e sostenibilità. Un Centro Federale dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per il nuoto crotonese, non trasformarsi in un aggravio tale da mettere in difficoltà le realtà agonistiche già presenti sul territorio”, concludono con fermezza i genitori degli atleti della Asd Kroton Nuoto.





























