I numeri descrivono un’attività in netto e progressivo incremento sul fronte del contrasto all’irregolarità. Da giugno a oggi, l’operato degli agenti dell’Ufficio Immigrazione di Reggio Calabria, ha portato all’adozione di provvedimenti di espulsione e respingimenti ufficiali alla frontiera. L’impennata delle cifre è il risultato diretto dell’intensificazione dei controlli disposti sul territorio reggino, mirati a setacciare in modo capillare la regolarità dei cittadini stranieri presenti e a garantire la sicurezza cittadina.
Il blitz e le verifiche
Uno degli snodi operativi più rilevanti si è registrato in occasione dello sbarco avvenuto il 5 ottobre presso lo scalo portuale della Città Metropolitana. In quel contesto, la Polizia di Stato ha formalizzato 18 provvedimenti di respingimento, notificando contestualmente ad altrettanti stranieri l’ordine del Questore di abbandonare il territorio italiano entro una settimana.
L’attenzione delle forze dell’ordine si è poi spostata verso le aree urbane più sensibili, come il Lido Comunale, dove le verifiche hanno interessato una decina di persone. Tra queste è stato rintracciato un uomo con diversi alias, irregolare e gravato da una lunga scia di precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, immediatamente scortato al Centro di permanenza per i rimpatri di Bari.
Rimpatri immediati
Tra le persone destinate all’espulsione, in tutto 54, figurano diversi soggetti con a carico condanne penali o denunce all’Autorità Giudiziaria. Di particolare rilievo l’operazione che ha coinvolto due cittadini di nazionalità turca i quali, dopo aver scontato la pena in carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sono stati scortati direttamente fino alla frontiera per il rientro forzato nel paese d’origine.
Analoga sorte è toccata a un cittadino georgiano, autore di una catena di furti in varie città italiane: l’uomo, che era riuscito a far perdere le proprie tracce dopo un primo ordine di allontanamento, è stato scovato dagli investigatori e subito espulso.
Misure preventive
L’attività investigativa e preventiva si è focalizzata con rigore sugli individui privi di documenti e considerati una minaccia concreta per l’ordine pubblico. Per otto di loro si sono aperte le porte di differenti centri di permanenza nazionali in vista del definitivo allontanamento dall’Italia. Spiccano in questo gruppo le vicende di un cittadino tunisino, scarcerato dopo aver affrontato processi per reati gravemente violenti come tentato omicidio, incendio e lesioni, e di un uomo di origini pakistane con condanne definitive per violenza sessuale, truffa e violenza privata, entrambi reclusi nei Cpr in attesa dell’imminente volo di ritorno.



























