Il duello rusticano tra Romano e Pugliese e gli “Ordini” del Sindaco, tutto come in un film. Di “Scola” pitagorica

25 luglio 2019, 13:02 Sr l'impertinente
Alessia Romano e Ugo Pugliese

“Esiste un tempo per strappare e un tempo per cucire, talvolta il tempo per strappare lascia cicatrici molto profonde”. (Paulo Coelho)


di Sr* l'impertinente

Si dice spesso che la vita sembra un film e quello che si sta proiettando in questi giorni a Crotone è certamente simile a C’eravamo tanto amati”, la commedia del 1974 diretta da Ettore Scola.

Si tratta, in realtà, di un film a metà tra la commedia all’italiana e il cinema d’impegno sociale, con una trama che nella pellicola percorre circa 30 anni di storia del nostro paese, ma nella realtà pitagorica, però, dei soli ultimi tre.

In entrambi i casi la storia è simile, con grandi amori (o che almeno tali sembravano), scazzottate, tradimenti e rancori sopiti e che deflagrano. Con personaggi simili, come qualche nostalgico fascista, qualcun altro arrivista, professori e finanche rare voci critiche.


“Per ogni ferita che io possa averti causato,

ne ho causata una uguale a me stessa.

Perciò, ti prego, non odiarmi.

Io sono una persona imperfetta”.

(Haruki Murakami)


Una delle scene madri è stato il duello rusticano tra l’ex assessore alle Politiche sociali, Alessia Romano (LEGGI), ed il sindaco, Ugo Pugliese (LEGGI), che non l’ha riconfermata dopo il finto azzeramento (QUI).

La Romano, dall’aspetto quasi angelico de visu, ha tirato fuori gli artigli assestando molti fendenti al primo cittadino, oltre che nel rivendicare l’attività svolta in questi anni.

L'ex assessore scrive di essere “stata liquidata (dalla Giunta, ndr) con un messaggio impersonale su Whatsapp” e che per 15 giorni ha cercato di contattare il sindaco che, però, non “ha ritenuto di rispondere al telefono, forse temendo volessi un confronto”.


“E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell'aria.

Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare,

mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami.

Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole.

Nel silenzio”. (Tiziano Terzani)


Affonda anche il colpo precisando che “sapendo che non è Lei (Pugliese, ndr) il vero decisore e, non piegandomi a logiche a me estranee, avevo chiamato esclusivamente per chiedere un incontro in cui effettuare il passaggio di consegne”.

E sottolinea come il suo intendimento fosse “quello di illustrarLe almeno parte dei progetti, realizzati e realizzandi, avendo programmato ed attratto fondi per oltre 15.000.000,00 di euro, nell’ultimo anno e mezzo".

E poi chiosa: “la cosa che fa specie sono le sue recenti dichiarazioni a mezzo stampa in cui rivendicava libertà ed autonomia per poi ritrovare entusiasmo a seguito della ricomposizione della ‘Sua’ nuova Giunta".


“Qualche volta ci intestardiamo a tenere in piedi

un presente che non aspetta altro

che essere lasciato andare nel passato”.

(Martin Lawrence)


Ci regala, poi, la Romano, anche un retroscena: “Ricorda quando, allo scopo di rivendicare autonomia e rispetto, ha chiesto alla Giunta di firmarLe le dimissioni in bianco? Or bene, mi domando, perché non le abbia usate?".

Ed ancora: “Perché non ha aperto questa crisi, farsa, con le dimissioni della Giunta, in luogo dell’azzeramento, dimostrando rispetto per chi come me ha lavorato tre anni con abnegazione e senso del dovere?!”.

Annuncia, infine, l’assessore che vigilerà sulle attività da me svolte che a breve daranno frutti, auspicando che l’attività amministrativa non segni il cambio di passo dalla politica dell’inclusione a quella della clientela”.


“Non esiste separazione definitiva

finché esiste il ricordo”. (Isabel Allende)


L’ex assessore deve aver toccato qualche nervo scoperto, con concetti analoghi a ciò che lo Stronzio che scrive, e non solo, ha evidenziato in questi anni tre anni di amministrazione Pugliese.

Non si è fatta attendere, difatti, la replica ed anche piccata del sindaco che ribadisce a proposito dell’azzeramento della precedente giunta che il provvedimento non doveva suonare come una bocciatura dell’esecutivo.


“Un congedo opportuno lascia dietro

una porta sempre aperta”. (Erri De Luca)


Il primo cittadino ricorda anche che “in occasione della presentazione della nuova Giunta, non ho mancato di ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con il sottoscritto ricoprendo l'incarico di assessore".

In realtà, nel corso della presentazione della nuova” squadra, il sindaco ha ringraziato en passant e pro forma coloro che erano stati nei suoi esecutivi: ma non tutti nella stessa maniera.

Quanto all’assessore Sabrina Gentile, ad esempio, per la quale oltre all’espressa convinzione che sappia superare i problemi relativi all’avviso di garanzia (QUI), è stata perfino invocata una vicinanza morale da parte del nuovo esecutivo e dei Consiglieri Comunali.


"- E tutto questo perché? Per un futuro diverso. – Embe’? -

Il futuro è passato, e non ce ne siamo nemmeno accortiW.

Gianni Perego (Vittorio Gassman) e Antonio (Nino Manfredi)

e Nicola (Stefano Satta Flores) nel Film c'eravamo tant amati


Citando i risultati dell’assessorato guidato dalla Romano “che nessuno le disconosce”, Pugliese precisa che “il suo operato è frutto di precise direttive del sindaco” e che “l’azione si è svolta nell'ambito di una programmazione condivisa dall’area politica”.

Passando al contrattacco scrive ancora che “È singolare, oltre che infantile, addebitare le vittorie a se stessi e le sconfitte agli altri. In politica non esistono Maradona ma persone che lavorano in squadra. Del resto anche Maradona, qualche volta, è stato sostituito quando era fuori forma".

E poi, anche qui, l’affondo: “più volte ripresa su questo argomento perché giocava da solista, addossi a sé e non ad altri le proprie responsabilità. Fare l'assessore, o il sindaco, fare politica non è vincere un concorso”.


“Credevamo di cambiare il mondo,

e invece il mondo ha cambiato noi”.

Nicola (Stefano Satta Flores)

nel film "C'eravamo tanto amati".


Lo scorso aprile, ed ancora prima ad agosto, l’Ordine degli ingegneri di Crotone ha inviato al sindaco due lettere aperte, in cui evidenziava una sfilza di criticità da far tremare i polsi a qualsiasi amministratore.

In particolare, nelle missive, si ribadiva la disponibilità dell’ordine, ma non “da intendersi limitata solo ad un confronto costruttivo con l’Amministrazione” ma “estesa alla creazione di una rete di collaborazione”.

Messaggio recepito, pare, almeno stando alla nomina dell’ingegnere Giuseppina Felice ad assessore ai Lavori pubblici (QUI),condivisa da tutto il Consiglio dell’Ordine” che, però, viene precisato, “è un organo apartitico e apolitico e che intende, con determinazione, mantenere quello che è il suo ruolo istituzionale”.


“Chi vince la battaglia con la coscienza,

ha vinto la guerra dell'esistenza…”

Romolo Catenacci (Aldo Fabrizi)

nel film "C'eravamo tanto amati"


Infine, in auge - in termini di nomine, s’intende - anche l’Ordine degli Architetti, invero mai troppo critico (a voler essere buoni) come invece quello degli ingegneri, e che ha visto l’assegnazione di Nino Crugliano all’Urbanistica.

L’ordine scrive che “l’ingresso dell’architetto Crugliano nella giunta ‘tecnica’, voluta dal Sindaco Ugo Pugliese, non ha prodotto alcuna valutazione o analisi politica per l’Ordine, che rimane sempre un organismo indipendente e super partes, rispettoso delle autonomie dei ruoli” (QUI).

Per i soliti malpensanti sarebbe un modo per allontanare i sospetti di vicinanza con l’amministrazione Pugliese, nell’ottica del “meglio star lontano dalla politica”. Almeno fino a quando non dia qualche incarico, naturalmente.

* Simbolo dello Stronzio