Ville abusive sequestrate nel vibonese, 23 indagati

in Attualitàprovincia di Vibo Valentia
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Dieci fabbricati sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato di Vibo Valentia in esecuzione di un provvedimento emesso dalla procura della Repubblica, che ha iscritto 23 persone nel registro degli indagati. Il fatto e’ avvenuto a Coccorino, una frazione di Joppolo, lungo la costa di Capo Vaticano, in localita’ “Judice”. Le indagini, condotte dai reparti dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato, hanno permesso di accertare che dal 2002 al 2008 sarebbero state rilasciate dal comune di Joppolo, in violazione della normativa urbanistica, concessioni edilizie per la realizzazione su terreni agricoli, lungo uno dei tratti piu’ belli della costa calabrese, di abitazioni residenziali di notevole pregio e di lussuose ville, con annessi terreni e pertinenze, costituite anche da piscine e campi da tennis, per un valore complessivo stimato di 15 milioni di euro. Le abitazioni risultano di proprieta’ di soggetti stranieri, in particolare di nazionalita’ svizzera, polacca e tedesca che, dopo aver acquisito con modalita’ anomale da soggetti non residenti da tempo nella provincia di Vibo Valentia, la proprieta’ di terreni agricoli, a seguito di concessioni rilasciate dal comune di Joppolo, per la realizzazione di residenze rurali ed annessi agricoli, vi hanno costruito ville e altre residenze. Tra i 23 indagati vi sono pubblici amministratori e funzionari ed alcuni cittadini stranieri. In particolare, gli amministratori pubblici ed i privati sono indagati, in concorso, per i reati di abuso di ufficio e per la violazione del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. Tra gli indagati figurano il sindaco ed alcuni tecnici del Comune di Joppolo. Ad illustrare i particolari dell’operazione, in una conferenza stampa, sono stati il procuratore della Repubblica di Vibo Mario Spagnuolo, il sostituto Fabrizio Garofalo, il comandante della Guardie forestali Giorgio Maria Borrelli e il colonnello del comando provinciale dei carabinieri, Giovanni Roccia. “Nonostante gli organici degli uffici giudiziari e delle forze dell’ordine ridotti all’osso – ha detto il procuratore – stiamo cercando di operare al meglio e tra le cose a cui stiamo dando un impulso c’e’ il controllo del territorio. Quello che e’ avvenuto a Joppolo e’ la fotocopia di quanto e’ avvenuto in altri luoghi della provincia: terreni agricoli, rimasti ancora tali sulla carta, su cui senza opere di urbanizzazione si sono costruiti milioni di metri cubi di cemento, sfruttando la volumetria di qualche pagliaio, creando non solo scempi, ma anche dissesti idrogeologici”. Tra le persone sottoposte ad indagini figurano l’avvocato Salvatore Vecchio, sindaco del comune di Joppolo, che dovra’ rispondere unitamente ai tecnici e professionisti esterni dell’ufficio tecnico, di abuso , per aver rilasciato appunto le concessioni edilizie. Il primo cittadino, in una nota stampa, nel pomeriggio ha fatto presente di essere estraneo ai fatti e di aver agito nella massima correttezza, aggiungendo che con gli stranieri che avrebbero tratto vantaggio, non ha avuto nessun rapporto, nemmeno di conoscenza

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