Non si e’ fatto attendere l’incontro, sollecitato all’ASP dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Cosenza per decidere insieme gli eventuali correttivi da apportare a come si sta operando contro la problematica del randagismo in citta’. Segno, questo, di una comune volonta’ a che il problema venga risolto, o quanto meno ridimensionato entro limiti accettabili per il decoro urbano e soprattutto per l’incolumita’ dei cittadini. Questa mattina si sono cosi’ ritrovati intorno a un tavolo, per l’Amministrazione Comunale l’assessore Roberto D’Alessandro ed il Presidente della Commissione Ambiente Francesco Incarnato; per l’Azienda Sanitaria Provinciale, il Direttore amministrativo dott. Antonio Mascaro e la dott.ssa Tiziana Bonofiglio che, per conto dell’ASP, e’ responsabile veterinario del canile sanitario comunale. Incontro proficuo e incisivamente veicolato in direzione di soluzioni concrete dall’approccio del direttore amministrativo dell’ASP. Le sollecitazioni dell’Amministrazione Comunale in materia di cattura dei randagi hanno trovato positivo accoglimento: saranno tre i giorni alla settimana dedicati alla cattura e la fascia oraria sara’ estesa dall’una di notte alle otto del mattino. Dal canto suo l’ASP ha ottenuto garanzie dal Comune circa l’impegno del Corpo di Polizia Municipale a capillarizzare i controlli per verificare l’iscrizione all’anagrafe canina dei cani di proprieta’. Allo stesso modo si vigilera’ attentamente sul territorio per evitare lo sconveniente atteggiamento di molti cittadini che lasciano il cibo ai randagi per strada. Una pratica assolutamente da evitare, indirizzando piuttosto la propria sensibilita’ nei confronti dell’animale, magari verso la richiesta del cane di quartiere. Nel clima di grande collaborazione che coinvolge gli enti preposti ma anche i cittadini rispetto ad una problematica cosi’ sentita, l’Amministrazione richiama infine al rispetto dell’Ordinanza sindacale che disciplina la registrazione dei cani all’anagrafe e detta ai proprietari sia le regole da osservare per la raccolta degli escrementi degli animali, che l’uso della museruola per quelle razze canine che la norma cataloga come pericolose.
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