Gioia Tauro. Imprenditore denuncia Bankitalia per usura

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Gioia Tauro. Imprenditore denuncia Bankitalia per usura

L’imprenditore Antonino De Masi, titolare dell’omonimo gruppo industriale con sede nella piana di Gioia Tauro ha reso noto di aver presentato una denuncia per il concorso in usura e riciclaggio nei confronti della Banca d’Italia. De Masi e’ noto alle cronache giudiziarie per aver dato l’input ad un’inchiesta della procura della Repubblica di Palmi che ha coinvolto i vertici dei maggiori gruppi bancari nazionali, indagati per usura. Nell’esposto presentato alla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza del Tribunale di Palmi, l’imprenditore ipotizza l’omessa vigilanza del sistema creditizio, nonche’ il concorso in usura, in riciclaggio, in falso in bilancio, in appropriazione indebita, in truffa, oltre che per turbativa del libero mercato, mancata applicazione della L.231/01 sulla responsabilita’ penale delle persone giuridiche, “per aver avallato un comportamento illegale da parte di un perito da essa stessa indicato, per concorso in estorsione, per aver permesso le segnalazioni eseguite dagli intermediari bancari, frutto di false attestazioni dei propri funzionari”. Tutti i fatti esposti sarebbero scaturiti dal comportamento assunto dalla stessa ankitalia e dagli accertamenti eseguiti nel processo di appello a carico di Marchiorello, Geronzi , Abete ed altri, pendente dinanzi alla Corte di Appello di Reggio Calabria”. “Inquietante”, secondo De Masi, sarebbe la posizione di un CTU, indicato dalla Banca d’Italia, “che non solo – sostiene l’imprenditore – ha commesso errori procedurali, impedendo ai CTP di partecipare alle operazioni peritali, ma ha affermato l inesistenza della usura, pur dinanzi ad una sentenza del Tribunale di Palmi, passata su tale capo in giudicato, che afferma cosa totalmente diversa”. Nell’esposto si sostiene che “una sentenza del Tribunale di Palmi ha affermato che diverse banche hanno praticato l’usura nei confronti delle aziende del Gruppo De Masi e che i sistemi di controllo non hanno funzionato; una nota della Polizia Tributaria di Matera del 27.04.09 ha affermato che i software delle banche per il controllo dei tassi di interesse sono manipolati; il sistema bancario italiano pratica il piu’ alto costo dei servizi bancari d’Europa, specialmente nel meridione ed in Calabria”. Inoltre “l’Autorita’ Garante per la Concorrenza ed il Mercato (Antitrust) con lettera del 16.04.2010 evidenzia a Banca d’Italia come, da indagini effettuate, in alcune regioni, come la Calabria, risultano applicati tassi di interessi superiori al 20% (a cui va aggiunta la cms). Affermazione questa che da sola certifica l’illegalita’ del comportamento delle banche, senza alcun intervento decisivo da parte della Banca d’Italia. Fatti, questi, gravissimi che sono stati, finora, – sempre secondo l’imprenditore – ignorati e che non possono, sicuramente, essere oltre tollerati”.

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