La superstrada delle vacanze calabresi, la SS 18, in questi giorni d’agosto non è una strada. È un condominio ininterrotto di seconde e terze case allineato sul Tirreno. Già sotto Maratea comincia un lungo corridoio di marine e suburbi provvisori intasati da una fila infinita di auto. L’asfalto è arroventato da una calura implacabile. Folate di polvere e gas di scarico, l’odore di pneumatici e catrame che si mischia allo zucchero dei cornetti caldi, alla confusione e agli odori delle pizzerie e delle gelatarie aperte a bordo strada. Tutti a cercare il mare e un parcheggio vicino alle spiagge. Clacson e semafori spenti, macchine che sbucano in mezzo a un via vai di bagnanti in costume, ai chioschi degli ambulanti, alle bancarelle che quasi ostruiscono le carreggiate, alle carrozzine spinte in mezzo al traffico. L’inferno straripante e colorato delle vacanze low cost. Tutto sulla SS 18, strada che qui diventa paese, sagra, lungomare, ristorante, discoteca, centro commerciale. Scalea è la Malebolge di questa Rimini dei quartieri trapiantata sulla costiera calabra. Una specie di baraccopoli per 300mila forzati delle ferie d’agosto in affitto.
Ultime notizie
dalla regione
Altre notizie
dall'Italia




























