Presso la sede della Cgil di Cosenza si è svolto un partecipato confronto dedicato allo stato dell’arte e alle prospettive di sviluppo delle Case e degli Ospedali di Comunità della provincia. L’iniziativa segna l’avvio di un percorso strutturato di partecipazione cittadina, ascolto dei territori e verifica dal basso, nato per garantire che le nuove strutture sanitarie di prossimità diventino presidi operativi di tutela della salute e non semplici edifici inaugurati sulla carta. Il dibattito ha analizzato l’impatto della riforma legata al DM 77/22 e alla Missione 6 del Pnrr, evidenziando che l’attivazione effettiva dei presidi in Calabria si posiziona al di sotto della media nazionale.
Le criticità legate al personale e alla programmazione
I partecipanti al tavolo hanno messo in luce i limiti strutturali legati ai finanziamenti europei, i quali coprono esclusivamente l’adeguamento edile e l’acquisto di apparecchiature tecnologiche senza poter sostenere la spesa corrente per il personale. L’assenza di un piano straordinario di assunzioni stabili e il ricorso continuativo a contratti a termine alimentano il precariato e ostacolano il consolidamento dei servizi. A questo si aggiungono la presenza solo facoltativa dei medici di medicina generale nelle strutture, le marcate carenze di personale infermieristico per l’assistenza domiciliare e una gestione talvolta puramente formale, come riscontrato ad Acri, dove la Casa di Comunità è stata collocata nell’ospedale cittadino senza una reale attivazione delle prestazioni previste.
La nascita di un patto sociale per la salute
La mancanza di una programmazione efficace rischia di impoverire ulteriormente i presidi ospedalieri già messi a dura prova da liste d’attesa, carenza di organico e migrazione sanitaria. Il confronto ha registrato un’ampia adesione di cittadini, lavoratori, rappresentanti dell’associazionismo e delegazioni dei partiti Rifondazione Comunista, Avs, M5s, Pd e Cosenza Cresce Insieme. L’incontro ha visto anche il contributo della Consigliera Regionale e Vicepresidente della Commissione Sanità Rossellina Madeo, che ha espresso sostegno all’iniziativa. In seguito a questa prima giornata di lavoro, la Cgil e la Fp-Cgil si faranno promrici di un patto sociale provinciale per difendere la sanità pubblica e vigilare costantemente sui bisogni di cura della popolazione.




























