“Nel momento in cui salta fuori il “grande bluff” delle larghe intese di governo, il Partito democratico si trova ad un bivio quanto mai netto: continuare a permette a Berlusconi di determinare le scelte del Paese; oppure diventare finalmente un partito di centrosinistra serio e coerente, che si decida a formare un governo serio e coerente, con alleati seri e coerenti, persino anche con una legge elettorale diversa. Il nostro Paese, invero, ha urgente bisogno di un esecutivo stabile che risollevi le sorti dell’economia e che ritorni credibile agli occhi dell’Europa”. E’ quanto scrive Alessandro Sestito, referente provinciale Comitato per Civati, Partito democratico Catanzaro.
“Il Pd, da questo punto di vista – scrive Sestito – gioca un ruolo cruciale, seppur animato ed a volte deterioriato da un dibattito interno acceso ed aspro, che d’altra parte testimonia la messa in atto di un principio, quale quello di democraticità, altrove posto in discussione da continue rivalse populiste. I confronti intrapartitici, comunque, non devono trasformarsi in battaglie tra slogan vuoti e privi di contenuti, ma è necessario che sfocino in contributi comunque costruttivi e complementari tra di loro.
Il Congresso che da qui a poco si farà, costituisce l’occasione per constatare quale linea politico-programmatica prevarrà, affinché possa poi indicarne il percorso al partito tutto in termini organizzativi ed istituzionali. In ogni caso, è necessario che vengano affrontati i temi più importanti, sui quali bisogna prendere una posizione netta, su tutti il lavoro e la legalità. E’ necessario che si ponga fine alla politica incentrata sul potere delle tessere e dei “pacchetti” di voti, per poter ridare un senso al voto d’opinione e alle opinioni dei cittadini. E’ necessario un importante rinnovamento del gruppo dirigente attuale, non in termini di “rottamazione” indiscriminata, ma facendo comunque tesoro dell’esperienza di chi ha apportato in maniera candida e appassionata il proprio contributo.
E’ necessario rielevare il concetto di politica, in netta discontinuità col recente passato, e riportarla al rango di arte “nobile”, vicina ai cittadini e che sappia rispondere alle loro esigenze. Quanto detto, vale a maggior ragione per il PD calabrese, da tre anni commissariato e privo di una vera classe dirigente, disgregato e mandato alla rovina da scelte estemporanee ed inopportune, volte alla tutela delle ambizioni personali e dei giochi di potere.
In particolare a Catanzaro, il Partito Democratico col tempo si è rinnovato nei nomi, questo sì, ma non nelle idee, non nei metodi, non nella presenza o nell’organizzazione sul territorio. Nella provincia di Catanzaro, dunque, entra in gioco un comitato a sostegno della candidatura di Giuseppe Civati per la segreteria nazionale, con l’arduo ma stimolante obiettivo di risollevare le sorti di un partito che, ad oggi, non sembra dimostrare segnali di ripresa.
E’ in procinto di formarsi un coordinamento provinciale, di cui il sottoscritto è il referente, al fine di dare forma anche in territorio locale ai principi alla base della mozione: democraticità, parità di genere, capacità di risposta alle esigenze provenienti “dal basso”, ricambio dirigenziale, chiarezza nelle alleanze e negli obiettivi, attenzione all’ambiente, alla cultura, all’innovazione, ai giovani, al lavoro, rispetto per le istituzioni e per la Costituzione. Proprio grazie alle idee di rinnovamento e di sana politica che la mozione Civati porta avanti, questo congresso può costituire la svolta per il PD locale. Così come nelle altre province calabresi, il comitato per Civati nella provincia di Catanzaro ha comunque avviato una campagna d’adesione al partito affinché, tutti coloro che si identificano in questi valori, abbiano la possibilità di partecipare attivamente e di contribuire efficacemente al progetto civatiano.
Questa può rivelarsi davvero l’opportunità per un Partito Democratico diverso, per tutti i compagni e amici che credono e vogliono un effettivo cambiamento di elevata portata miglioratrice, per chi si è allontanato dal contesto partitico perché disincantato e deluso da tutto il panorama politico-istituzionale. Il comitato per Civati, inoltre, si dice pronto e aperto al confronto con le altre mozioni, nonché attento affinché le operazioni congressuali si svolgano nel rispetto delle regole e delle persone”.




























