Da un sopralluogo antibracconaggio della Polizia Provinciale di Cosenza, ed effettuato Sila, nello specifico, dalla Sezione di San Giovanni in Fiore, è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica nei confronti di un uomo di origini toscane sorpreso ad abbattere una Pispola, specie protetta poiché inserita nella Convenzione Internazionale di Berna.
Ne è seguito il sequestro della cacciagione, del fucile e delle relative munizioni.
Nell’arco degli stessi controlli, gli agenti hanno anche colto in fragranza di reato una giovane donna originaria del Veneto che aveva sparato a diversi fringuelli, specie non cacciabile, oltre che fanelli e verdoni, questi ultimi considerati come particolarmente protetti.
Gli stessi poliziotti provinciali, in un’altra operazione portata a segno nella Sibaritide, hanno individuato altri tre uomini, un campano e due cosentini, con richiami elettronici per attirare gli uccelli acquatici. Sottoposti a sequestro penale le armi, le munizioni, i richiami e tutta la fauna illecita abbattuta; tutti i soggetti identificati sono stati denunciati alla Procura di Castrovillari.
Nelle ultime ore, sempre da quanto fa sapere il Coordinamento del Servizio Nazionale Vigilanza–Lipu, altri casi di bracconaggio sarebbero stati scoperti nel crotonese e nel catanzarese, grazie all’azione delle guardie di Fareambiente e del Wwf, che hanno poi richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.




























