L’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, interviene sulla vicenda del SIN di Crotone, dopo la risposta del Commissario Europeo per l’Ambiente Jessika Roswall all’interrogazione dell’onorevole Nesci.
La Commissione Europea avrebbe confermato pienamente la correttezza della decisione assunta nel 2019, quando la Conferenza dei Servizi e il Decreto Ministeriale n.7 del 3 marzo 2020 stabilirono che i rifiuti pericolosi e radioattivi dovevano essere smaltiti fuori regione, in impianti idonei e certificati.
La sicurezza e tracciabilità
“Il Regolamento (UE) 2024/1157, chiarisce l’ex governatore, non vieta i trasferimenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi, ma ne rafforza solamente i criteri di sicurezza e tracciabilità. Per questo motivo, ogni tentativo di Eni Rewind di lasciare i rifiuti a Crotone è inaccettabile e contraddice le norme europee”
Inoltre denuncia cinque anni di immobilismo istituzionale, durante i quali Regione, Comune, Provincia e Ministero non hanno preteso l’avvio della bonifica prevista dal Piano Operativo di Bonifica (POB Fase 2). “Un vuoto che, sottolinea Oliverio, è stato colmato solo grazie alla mobilitazione del Comitato Fuori i Veleni – Crotone vuole vivere, che ha contribuito a bloccare una “grave operazione ai danni della città e dei cittadini”.
“Eni proceda alla bonifica”
In aggiunta chiede ora che Eni Rewind proceda immediatamente alla bonifica integrale, nel rispetto delle prescrizioni del PAUR e con il supporto tecnico di ARPACAL, già coinvolta nel 2016 per il monitoraggio ambientale.
“È inaccettabile – conclude Oliverio – che i lavori possano proseguire senza il rispetto delle misure di sicurezza previste. Ora che anche l’Europa ha parlato, non ci sono più alibi. Crotone è una città italiana, non di serie B“.




























