A Vibo Valentia la sanità resta da tempo in salita, con una storia di problemi e commissariamenti a catena che non hanno mai portato a una svolta concreta. L’associazione Ali di Vibonesità sottolinea come negli ultimi vent’anni l’Asp locale non abbia mai avuto un momento favorevole per un cambiamento serio. Criticano la mancanza di trasparenza e l’assenza di verità sul malcostume che permea il sistema sanitario, alimentando solo conflitti e disillusione nella popolazione.
L’associazione mette in luce come la gestione regionale calabrese sia causa di grande pressione per il territorio, esprimendo una forte disillusione nei confronti del presidente Roberto Occhiuto, accusato di “non scelte” che aggravano una situazione sanitaria già critica. L’aria di Natale si è caricata di tensione, con i cittadini che chiedono risposte concrete sul peggioramento della sanità vibonesi, definendo umiliazioni continue il modo in cui vengono trattate aspettative e diritti fondamentali.
Per cercare una soluzione, Ali di Vibonesità, insieme ad associazioni impegnate, organizza un importante incontro il 10 dicembre nell’Aula Magna del Convitto Nazionale “G. Filangieri”. L’evento, coordinato dal rettore Alberto Capria, vedrà la partecipazione di figure di rilievo come Giusi Borello, Enzo Romeo, Salvatore Fortunato Giordano, Vito Pitaro, Enzo Natale, Pino Brosio e Pino Conocchiella.
Le conclusioni saranno affidate al Commissario dell’Asp, Gianfranco Tomao. L’obiettivo è elaborare un documento con proposte risolutive per il recupero dell’identità e della dignità della sanità locale, coinvolgendo il Comune, la Conferenza dei Sindaci, la Regione Calabria, l’Ordine dei Medici e le associazioni del territorio.
Durante un recente incontro – con il Prefetto Anna Aurora Colosimo e sub commissario Ernesto Esposito – sono emersi numeri ufficiali che mostrano una realtà pesante: Vibo Valentia ha il più basso fabbisogno pro-capite pesato in Calabria, con un gap di 141 euro per abitante e un sottofinanziamento del 60% rispetto alle necessità reali.
Soccorso Capomolla, direttore del Don Mottola Medical Center, ha denunciato come questa penalizzazione sia strutturale e non politica, invitando la Regione ad accettare la realtà e i cittadini a non cedere nella lotta per la ricerca della verità e per il rispetto del diritto alla salute.




























