La senatrice della Lega, Tilde Minasi, torna a sollecitare una revisione della normativa sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose, commentando i dati contenuti nel dossier “Il male in Comune” diffuso da Avviso Pubblico. Secondo il report, tra il 1991 e il 2025 in Italia ne sono stati commissariati 402, una media di uno al mese negli ultimi 34 anni.
“Numeri impressionanti – osserva la parlamentare – che mostrano come uno strumento pensato per casi eccezionali sia diventato ormai una procedura ordinaria, con conseguenze pesanti soprattutto nel Mezzogiorno”.
La senatrice richiama così la proposta di legge S.1350, da lei presentata nei mesi scorsi, che punta a rivedere le modalità di scioglimento per garantire maggiore equilibrio e certezza del diritto. “Oggi il sistema non regge più”, spiega, sottolineando come la normativa vigente azzeri interamente le amministrazioni anche quando le irregolarità riguardano solo pochi componenti: “Non si può punire un’intera comunità per colpe individuali”.
Minasi propone di introdurre una fase di preavviso di 30 giorni per consentire alle amministrazioni di difendersi e adottare eventuali correttivi, oltre alla possibilità di nominare un commissario di supporto nei casi meno gravi. “Difendere i sindaci onesti – dichiara – non è un privilegio, ma un atto di giustizia e di responsabilità istituzionale”.
Inoltre, fa riferimento agli orientamenti del Consiglio di Stato, che hanno richiesto motivazioni più analitiche e prove concrete a sostegno delle decisioni di scioglimento. “È una misura che incide direttamente sulla volontà popolare, non può essere adottata sulla base di elementi incerti”, aggiunge.
Il dibattito ripartito dopo la pubblicazione del dossier – osserva ancora – dimostra che il tema è maturo per una riflessione profonda: “Amministratori, giuristi e rappresentanti delle istituzioni chiedono una riforma moderna e proporzionata, che colpisca chi sbaglia senza travolgere intere comunità”.
“La Lega – conclude la senatrice – resta ferma nella lotta alla mafia, ma serve una legge più giusta ed efficace. La fermezza non si misura dal numero di Comuni sciolti, ma dalla capacità di colpire davvero i responsabili. Se una legge non funziona, bisogna avere il coraggio di cambiarla, e farlo subito”.




























