Il grido d’allarme lanciato dall’associazione Ali di Vibonesità descrive una realtà drammatica per la provincia di Vibo Valentia, dove il diritto alla salute sembra ormai calpestato da strategie politiche distanti dai bisogni dei cittadini. Il divario tra gli annunci della Regione Calabria e la condizione degli ospedali è netto, mentre il silenzio calato sui rapporti tra il Comitato ristretto della Conferenza dei sindaci e la Cittadella dopo l’incontro del 10 dicembre scorso alimenta il sospetto di una gestione fallimentare.
Lo sfacelo dei presidi ospedalieri
La situazione all’interno del presidio ospedaliero G. Jazzolino è giunta a un punto di non ritorno, con la Neurologia che rischia la chiusura nonostante l’impegno del direttore Franco Galati. Parallelamente, reparti vitali come Ortopedia, Psichiatria e il Pronto Soccorso guidato da Enzo Natale, presidente dell’Ordine dei Medici, operano in condizioni di affanno costante. Anche le strutture di Tropea e Serra San Bruno appaiono ormai prive di controllo e colpite da riduzioni di servizi che lasciano presagire un 2026 disastroso per la popolazione vibonese.
Il fallimento della rappresentanza politica
L’associazione contesta duramente l’operato della Conferenza dei Sindaci e della terna commissariale del Ministero dell’Interno presso l’Asp di Vibo Valentia, ospitata a Palazzo ex Inam. Viene denunciata un’incapacità di agire in modo unitario, anteponendo le bandiere di partito al bene comune. Di fronte a questo scenario, la proposta provocatoria è la consegna delle fasce tricolori al Prefetto Anna Aurora Colosimo, come atto estremo di protesta contro l’atteggiamento della Cittadella e la gestione di Gandolfo Miserendino, commissario straordinario dell’Asp e direttore di Azienda Zero.
La resistenza civile e l’appello finale
Nonostante l’inerzia istituzionale, la lotta prosegue grazie all’impegno del Forum delle Associazioni del Csv, coordinato da Pino Conocchiella, e delle altre realtà territoriali che rifiutano di rassegnarsi al silenzio. L’appello di Ali di Vibonesità è rivolto alla politica affinché riprenda il suo ruolo originario di difesa del cittadino, ponendo fine a quella che viene definita una farsa amministrativa che sta spegnendo le ultime speranze dei territori di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno.




























