Legambiente denuncia il protrarsi della bonifica del Sin di Crotone, con cittadini ancora in attesa di ecogiustizia per le aree inquinate a mare e a terra da Pertusola Sud e Montedison. Le recenti dichiarazioni dell’Ad Eni Rewind sul rinvenimento di Tenorm, evidenziano contraddizioni e ritardi ingiustificabili.
Sorprese annunciate e bonifica parziale
L’amministratore Grossi si dice sorpreso dalla presenza del materiale radioattivo in un sito noto per oltre 50 anni di attività metallurgiche e chimiche, nonostante le bonifiche siano il core business della società. Il piano attuale, frutto di un compromesso con Eni tramite POB2, prevede la bonifica solo di una parte dell’ex Pertusola, con messa in sicurezza per il resto.
Il nodo dei rifiuti e la discarica di scopo
Lo smaltimento dei rifiuti pericolosi blocca il processo: il Paur accetta veleni da altri siti, ma rifiuta quelli di Crotone. Lo soil mixing riduce i volumi ma non elimina la necessità di discariche. Legambiente propone una discarica pubblica, finanziata da Eni, gestita dagli enti locali ed esclusiva per il Sin.
Ambientalismo scientifico contro la propaganda
Rosaria Vazzano (presidente Circolo Legambiente Crotone), Anna Parretta (Legambiente Calabria) e Stefano Ciafani (nazionale) chiedono chiarezza: la bonifica deve affrontare questioni sanitarie e di sviluppo, superando logiche propagandistiche per risposte concrete al territorio.




























