Si è conclusa nelle prime ore del mattino la latitanza di Giuseppe Giorgi, cinquantenne originario di San Luca, che era riuscito a far perdere le proprie tracce dallo scorso novembre 2025. L’uomo ha scelto di interrompere la sua fuga presentandosi spontaneamente presso la casa circondariale di Locri. Una decisione maturata dopo mesi di irreperibilità, che segna l’inizio dell’espiazione di una pena definitiva di sei anni e 7un mese di reclusione, emessa dall’autorità giudiziaria per una serie di reati commessi in Belgio.
La pressione investigativa
Il successo dell’operazione, culminato con la consegna spontanea, è il frutto di un’attività investigativa incessante condotta dai Carabinieri della compagnia di Bianco.
Sotto il coordinamento della Procura generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, diretta da Gerardo Dominijanni, i militari hanno stretto il cerchio attorno al ricercato.
Attraverso servizi di osservazione, pedinamenti e un costante monitoraggio della sua rete relazionale, le forze dell’ordine sono riuscite a ricostruire i possibili spostamenti dell’uomo, rendendo i suoi margini di manovra sempre più esigui.

Una scelta inevitabile
La consapevolezza di avere il fiato sul collo e l’inevitabilità di una cattura ormai imminente hanno spinto Giorgi a compiere il passo decisivo.
Presentandosi al carcere di Locri nel cuore della notte, il cinquantenne ha evitato un arresto forzoso, venendo immediatamente preso in carico dal personale penitenziario per l’esecuzione della condanna.
Questo epilogo conferma l’efficacia della strategia adottata dagli inquirenti, basata su una pressione costante che ha tolto ossigeno alla latitanza del soggetto.































