Scacco al traffico di coca dal Brasile: dopo l’arresto del “boss” il business era rimasto in famiglia

in Cronacaprovincia di Calabria
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Una complessa rete criminale capace di muovere tonnellate di droga dal Sud America all’Europa smantellata grazie a una maestosa cooperazione internazionale. Nella mattinata di oggi, la Polizia Federale brasiliana e i Carabinieri del Ros hanno dato vita all’operazione “Eredità” colpendo un sodalizio transnazionale dedito al traffico di cocaina, in particolare fatta partire dal porto di Paranaguá. Il blitz ha portato ad otto arresti, cinque perquisizioni e all’immediato congelamento di un importante patrimonio finanziario e immobiliare in fase di quantificazione.

I parenti in affari 

L’inchiesta rappresenta il naturale proseguimento delle indagini “Retis” e “Spiderweb”. Da quanto ricostruito, dopo l’arresto avvenuto nel 2019, a Praia Grande, di due elementi di spicco della criminalità italiana – ovvero Nicola Assisi, originario di San Giusto Canavese, ritenuto il più grande fornitore in Italia di droga al servizio dei cartelli di élite della ‘ndrangheta calabrese; ed il figlio Patrick – i loro familiari (compresa la moglie di Patrick) e collaboratori fidati avrebbero preso in mano le redini del business brasiliano.

La struttura si sarebbe riorganizzata rapidamente, mantenendo intatte le rotte logistiche, i contatti con i fornitori e i canali finanziari per spedire la droga verso il continente europeo.

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I maxi sequestri 

Tra il 2019 e il 2020 l’alleanza tra la criminalità italiana e i clan brasiliani si stima abbia movimentato oltre 4,6 tonnellate di cocaina dirette in Italia, Belgio, Paesi Bassi, Francia e Portogallo. Tra questa anche una partita di 2,2 tonnellate stoccata durante gli arresti del 2019.

Il gruppo avrebbe utilizzato sofisticate piattaforme di comunicazione criptata, oltre a servirsi di intermediari specializzati nel riciclaggio di capitali. I proventi sarebbero poi stati dissimulati attraverso società di comodo, operazioni finanziarie internazionali e acquisti immobiliari di lusso in vari Paesi.

I reati contestati 

Agli indagati potranno essere contestati, in relazione alle rispettive responsabilità, i reati di traffico internazionale di stupefacenti, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, partecipazione a organizzazione criminale e riciclaggio di denaro, fatta salva l’eventuale contestazione di ulteriori fattispecie di reato che dovessero emergere nel prosieguo delle indagini.

La cooperazione 

Il successo dell’operazione è il frutto dell’attività svolta dal Joint Investigation Team (Jit), attivo tra il 2020 e il 2025. Questa squadra investigativa ha visto operare fianco a fianco la Polizia Federale, il Ministero Pubblico Federale brasiliano, la Procura della Repubblica di Torino e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, con la regia della Direzione Distrettuale Antimafia di Torino e il sostegno della rete europea @ON.

Un coordinamento che ha garantito l’analisi incrociata di dati telematici, immagini e documenti, permettendo di ricostruire l’intera filiera del narco-traffico ed eliminare i confini giurisdizionali.

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