Quello strano silenzio calato sul nuovo ospedale di Crotone: un segnale inquietante

in Opinioni&Contributi
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Si sta parlando poco, e stranamente, dell’inserimento della proposta per la realizzazione del nuovo Ospedale di Crotone, per un importo previsto di 300 milioni di euro, nell’ambito del programma di edilizia sanitaria valutabile dall’Inail. Se ne sta parlando poco come se fosse calata una cappa. Un segnale inquietante e preoccupante di cui non troviamo spiegazione alcuna.

» di Giovanni Lentini

Riassumiamo la notizia in poche battute. Una proposta della Regione Calabria, su segnalazione del Commissario Straordinario, la dottoressa Monica Calamai, prima che lasciasse, nel 2025, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone. Commissario Straordinario che ringraziamo per la solerzia nell’aver proposto il nuovo nosocomio cittadino, che intercetta una necessità e un bisogno della comunità crotonese e delle altre comunità, non solo quelle provinciali, ad essa afferenti.

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> Un particolare dell’ospedale di Crotone

Il piano economico e l’Inail

Una delle proposte della Regione Calabria, assieme a quella del Gom di Reggio Calabria, dell’Asp di Reggio Calabria, dell’Ao Cosenza e dell’AOU Catanzaro, tra le tante proposte avanzate dalla maggior parte delle regioni del Nord e del Sud.

A questo riguardo, annotiamo che tutte le regioni, tra le quali anche la Regione Calabria, si faranno carico del finanziamento eventualmente ottenuto con un piano di rientro concordato e condiviso con l’INAIL.

Finanziamento che inciderà sul bilancio regionale e per il quale, per onestà intellettuale, sarebbe stata auspicabile una diversa fonte di finanziamento a totale carico dello Stato.

Così non è stato. E così non è, purtroppo. L’iter prevede che l’INAIL effettuerà la valutazione tecnico-economica dell’investimento dopo la consegna di un progetto appaltabile.

La sinergia tra gli enti locali

Si tratta, com’è intuibile, di un passaggio importante e molto delicato. Da questo momento occorre accompagnare l’intervento con serietà, continuità istituzionale e una forte capacità di collaborazione tra tutte le forze politiche, sociali e istituzionali della città, della provincia e della regione, con il coinvolgimento dei parlamentari crotonesi e calabresi.

Su un’opera così rilevante non devono prevalere appartenenze, rivendicazioni o contrapposizioni. Ciascuno dovrà concorrere, per il proprio ruolo, a sostenere e monitorare l’intero percorso: dalla progettazione alla valutazione dell’INAIL, fino all’affidamento e alla realizzazione dei lavori.

> L’Ospedale di Crotone

Gli obiettivi della struttura

L’obiettivo non può essere esclusivamente la costruzione di un nuovo edificio che, dato da non minimizzare, richiederà un notevole sforzo economico da parte della Regione Calabria.

La vera sfida è utilizzare questo investimento per ampliare l’offerta sanitaria, migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, potenziare i reparti, ridurre la mobilità sanitaria, attrarre professionalità qualificate e garantire servizi adeguati ai cittadini di Crotone, dell’intera provincia, della fascia jonica calabrese e di parte dell’entroterra cosentino contermine alla città di Crotone.

E, ultimo ma non ultimo, trasformare l’Ospedale Civile di Crotone da presidio Spoke a presidio Hub. Senza tentennamenti da parte del presidente Occhiuto che, presumiamo, come sempre capita in occasioni di questo genere, sarà tirato per la giacchetta.

Le criticità ambientali

A questo riguardo riteniamo che siano maturati nel tempo e siano mature tutte le condizioni per una simile scelta. Scelta che non ha nulla di velleitario o peggio di campanilistico.

La straordinaria presenza del Sito d’Interesse Nazionale (SIN), sul quale si aggiungono, da oltre trent’anni, notizie che mettono in allarme la comunità, non può passare in secondo piano o, peggio, essere considerata irrilevante.

Pensiamo, in questo momento, all’intrusione del cuneo salino nel sito Kroton Gres, seppur limitato, per come denunciato nel 2022 da Eni, “in periodi di eccezionale e prolungato abbassamento dei livelli piezometrici”. Eventi di siccità che, com’è noto a tutti, da “eccezionali” sono diventati e sempre di più diventeranno “normali”.

I rischi per la salute

E pensiamo, sempre in questo momento, alla denuncia da parte di A2A sul rilevamento di criticità, senza aggiunta alcuna, nelle acque di falda sotto l’area del termovalorizzatore.

Circostanze queste che impongono scelte in linea con la complessità di un territorio come quello crotonese, aggravato, tra l’altro, dalla presenza del termovalorizzatore di A2A costruito, in spregio alla salute dei cittadini e alla salubrità del territorio, in area SIN.

E dalla presenza di altri opifici industriali, alcuni lasciatoci in eredità dal fallimentare Contratto d’Area e altri opifici lasciatoci sempre in eredità da un mancato governo del territorio da parte degli enti preposti, in primis il Comune di Crotone, come la Centrale a Biomasse e la Centrale Turbogas al confine con il comune di Scandale.

Accoglienza e sanità pubblica

Senza minimizzare o peggio trascurare la presenza del Cara di Isola Capo Rizzuto e lo sbarco nel Porto di Crotone di decine di migliaia di extracomunitari che, complice l’inarrestabile globalizzazione, impongono massima attenzione, in particolare ad alcuni tipi di malattie che ritenevamo, almeno sino ad oggi, debellate in Italia e in Europa.

Sotto quest’aspetto sarà pertanto necessario conoscere con chiarezza il progetto sanitario della Regione Calabria che accompagnerà la nuova struttura: quali specialità saranno previste, quale sarà la dotazione di posti letto, quali servizi verranno potenziati e come il nuovo ospedale si integrerà con la medicina territoriale e con l’attuale presidio.

Trasparenza e cronoprogramma

Accogliamo dunque, con la massima attenzione e cautela, questo primo risultato, mantenendo però nello stesso tempo un atteggiamento responsabile e concreto. In passato, il territorio ha già conosciuto annunci del genere rimasti “parole al vento”.

Per questa ragione ora servono atti, tempi certi, trasparenza e un cronoprogramma pubblico e verificabile. Il nuovo Ospedale di Crotone deve diventare una battaglia comune del nostro territorio, e dell’intero territorio regionale, non il patrimonio politico di una singola parte. Solo attraverso un impegno unitario sarà possibile trasformare questa opportunità in una struttura moderna e in un reale miglioramento del diritto alla salute dei cittadini, che i crotonesi reclamano da molto, troppo tempo.

Le responsabilità politiche

Crediamo che questa possa essere la volta buona. A condizione che ognuno faccia il proprio dovere. A partire dal Comune di Crotone che non si deve perdere e disperdere nei soliti rituali tipici degli amministratori formatosi alla scuola degli annunci e dei proclami.

Il primo impegno dovrà essere quindi l’individuazione di un terreno idoneo alla realizzazione del nuovo nosocomio che dovrà essere libero da vincoli e da gravami di qualsiasi genere.

E finire al presidente Occhiuto che non dovrà utilizzare il metodo dei “due pesi e due misure” come già successo con la “messa in sonno” delle risorse, pari a 36 milioni di euro, del Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’Aeroporto di Crotone o, come successo negli anni passati con il presidente Scopelliti, con la “distrazione” di 39 milioni di euro dalle risorse di 100 milioni di euro previsti per la progettualità di Antica Kroton.

Progettualità oggi ridotta ad una mera e inutile opera di riqualificazione urbana, tra cui primeggiano rifacimenti di rotonde e di marciapiedi, di cui da tempo il PD e le forze del centrosinistra, senza risposta alcuna, chiedono lumi e spiegazioni.

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