L’Italia dei piccoli comuni rischia di diventare l’Italia dei paesi vuoti. È uno dei segnali più evidenti di una crisi che non è soltanto demografica, ma sociale ed economica. Le parole di Papa Francesco sulle aree interne riportano al centro una realtà troppo spesso trascurata: quando un territorio perde giovani, perde contemporaneamente lavoro, imprese, servizi, competenze e capacità di futuro. E si innesca un circolo vizioso: meno opportunità significano più partenze; più partenze significano meno servizi e meno economia.
» di Sasà Barresi*
Il problema della denatalità è strettamente collegato a questa dinamica. Non possiamo chiedere alle famiglie di avere più figli senza costruire intorno a loro condizioni di vita adeguate. La vera politica per la natalità passa dal lavoro stabile, dalle scuole, dalla sanità territoriale, dai trasporti, dalle abitazioni e dai servizi per l’infanzia.
L’abbandono dei centri marginali
C’è poi un paradosso: proprio i territori considerati marginali custodiscono una parte significativa del patrimonio ambientale, agricolo, culturale e paesaggistico italiano.
Abbandonarli significa non soltanto perdere popolazione, ma indebolire la manutenzione del territorio e aumentare la vulnerabilità ambientale.
Eppure i piccoli comuni possono diventare laboratori di innovazione sociale ed economica. Il rapporto tra amministrazioni, imprese, terzo settore e cittadini può generare nuove forme di welfare di comunità, economia sociale e valorizzazione delle risorse locali.
Le opportunità delle tecnologie
Anche l’intelligenza artificiale può offrire nuove opportunità, soprattutto per migliorare servizi e capacità amministrativa. Ma nessuna tecnologia potrà sostituire ciò che realmente serve: una comunità viva.
Per questo dobbiamo cambiare domanda: non soltanto quanto costa mantenere un piccolo comune, ma quanto costa all’Italia perderlo.
Perdere un paese significa perdere una parte della nostra storia, della nostra economia, del nostro ambiente e della nostra identità.
Il futuro dell’Italia non si costruisce soltanto nelle grandi città. Si costruisce anche nei suoi piccoli comuni. E quei territori non chiedono assistenza: chiedono la possibilità di tornare a generare futuro.
*Sociologo, economista































