I numeri dell’export calabrese consegnano un messaggio chiaro e preciso al territorio. In regione esiste una capacità imprenditoriale, produttiva e competitiva che va sostenuta e accompagnata con determinazione. È quanto sostiene la Cisl Calabria, commentando i dati sul commercio estero e il quadro economico regionale. Nel 2025 la Calabria ha raggiunto circa 1,03 miliardi di euro di esportazioni, con una crescita del 10,7% rispetto all’anno precedente. Anche nei primi sei mesi del 2026 le imprese calabresi hanno confermato una dinamica positiva: l’export ha raggiunto 514 milioni di euro, il 5,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, superando persino la crescita media nazionale del 4,5%.

Il commento di Lavia
«Sono numeri – sottolinea il segretario generale di Cisl Calabria, Giuseppe Lavia – che dimostrano che la Calabria non è una regione priva di capacità produttiva. Il punto è fare in modo che questa crescita non rimanga confinata nei dati macroeconomici o nei bilanci delle imprese, ma produca più lavoro stabile, salari più alti, maggiore capacità di spesa e rafforzamento della domanda interna».
La scheda economica regionale evidenzia infatti un elemento che non può essere ignorato: il reddito pro capite calabrese è pari a 17.820 euro, contro i 24.950 euro della media italiana. La regione si colloca quindi solo al 71,4% del livello nazionale.
Affrontare il divario
«È questa la contraddizione che dobbiamo affrontare – afferma Lavia – possiamo avere indicatori economici in miglioramento, occupazione in crescita ed esportazioni che raggiungono livelli importanti, ma se il reddito disponibile delle famiglie rimane significativamente al di sotto della media nazionale, la crescita non riesce ancora a trasformarsi pienamente in benessere diffuso».
Per l’organizzazione sindacale è urgente intervenire sul fronte del caro energia e del caro carburante, che rischia di colpire contemporaneamente imprese, lavoratori, famiglie e consumo interno.

Proposte per il futuro
La Cisl Calabria ritiene che la Regione Calabria debba mettere in campo misure concrete, nell’ambito delle proprie competenze e delle risorse disponibili, per attenuare l’impatto dei costi energetici, sostenere i consumi e rafforzare la competitività del sistema produttivo.
Il sindacato rilancia inoltre l’urgenza di accelerare la riqualificazione delle aree industriali e produttive, intervenendo su infrastrutture, servizi, accessibilità ed efficienza energetica.
«Non possiamo chiedere alle imprese calabresi di competere sui mercati globali senza garantire loro aree produttive moderne ed efficienti – conclude Giuseppe Lavia – . L’export dimostra che una capacità imprenditoriale c’è: ora bisogna creare le condizioni perché questa crescita generi lavoro di qualità».































