L’ingresso del Parco Museo Santa Barbara di Mammola si arricchisce di una nuova ed imponente presenza artistica che non passa inosservata lungo la strada d’accesso. Si tratta de Il Potere Fragile, una scultura monumentale alta tre metri e cinquanta realizzata in materiali cementizi di ultima generazione dal maestro Luigi Verrino, originario di Zagarise.
L’installazione si inserisce perfettamente nello spirito visionario ed anticonformista del Musaba, la realtà d’arte contemporanea fondata da Nik Spatari e Hiske Maas.
Il significato e il messaggio dell’opera
L’opera rappresenta in forma provocatoria ed ironica la precarietà delle strutture di comando e delle ambizioni umane, proponendosi come una dedica esplicita a quanti si ritengono eterni ed invincibili. Attraverso la metafora di un potere sospeso ad una corda sottile, la scultura affronta i temi dei sistemi politici e sociali che crollano sotto il peso delle proprie contraddizioni, in un’epoca storica segnata da instabilità, precarietà e conflitti.
L’iniziativa ha trovato il sostegno della Galleria Arte Spazio – Giardino delle Sculture di Catanzaro, con la comunicazione curata da Francesco Stanizzi, ed ha raccolto il plauso del Principe Fulco Ruffo di Calabria, che ne ha sottolineato la grande attualità nel panorama artistico europeo.
Il percorso artistico di Luigi Verrino
Autore di numerose sculture in bronzo distribuite in vari contesti internazionali, tra cui installazioni a Cuba, Luigi Verrino vanta una lunga carriera che spazia dall’imprenditoria all’impegno culturale come mecenate. Fondatore a Milano della Calabroparati, l’artista ha promosso la nascita del Museo Luigi Verrino a Zagarise, donando opere di prestigiosi autori e realizzando monumenti pubblici, tra cui il busto dedicato a Mimmo Rotella collocato al Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro, oltre alle sculture in memoria di Vittorio De Seta, Giordano Tizianel, Pancrazio Opipari e Giuditta Levato a Sellia Marina.
Attualmente lo scultore è al lavoro sui monumenti dedicati a Cecilia Faragò e al parroco Peppino Cognetti.































