I frammenti dell’imbarcazione naufragata al largo di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023 si trasformano in materia viva di riflessione e testimonianza nell’opera “Fortuna Imperatrix Mundi” dell’artista Bruno Salvatore Latella, in arte Lbs. L’installazione viene esposta fino al prossimo al 17 ottobre presso la Galleria della Fondazione Culturale San Fedele a Milano, nell’ambito della mostra “Il volto della Violenza” promossa per il Premio Arti Visive San Fedele. L’obiettivo del lavoro è restituire un’identità e un volto alle vittime di una delle più drammatiche tragedie migratorie avvenute nel Mediterraneo, contrapponendosi alla tendenza di ridurre le persone a meri numeri o categorie astratte.

Tragedia nel crotonese: barcone si spezza. Migranti in mare, numerose vittime
I simboli di una tragedia
Al centro del percorso espositivo si trovano due pezzi originali dello scafo, conservati nello stato materiale in cui sono stati ritrovati. Il legno conserva venature, imperfezioni e persino un chiodo ancora incastrato nella fibra.
In uno dei frammenti, sospeso nello spazio, emerge la sagoma di un volto umano, una presenza involontaria che riaffiora dalla materia per farsi reliquia contemporanea.
Alla base dell’installazione è posizionata una pozza in resina e pigmenti dorati, elemento che richiama il valore attribuito all’esistenza e solleva interrogativi su quali vite vengano tutelate e quali lasciate al proprio destino.

L’esperienza e la responsabilità
L’opera sfrutta anche una componente sonora immersiva, in cui i suoni delle onde del mare si sovrappongono alle registrazioni reali dei soccorsi, alle comunicazioni radio e ai segnali di emergenza.
In questo modo la cronaca drammatica si trasforma in memoria attiva. Come ha evidenziato la curatrice Chiara Canali, la creazione di Latella non si limita a rappresentare il dolore, ma lo rende tangibile attraverso il suono, l’oro e il legno del relitto.
L’installazione sollecita una presa di coscienza contro la violenza istituzionale, psicologica e verbale, ponendo lo spettatore di fronte alla responsabilità di non dimenticare la vulnerabilità umana.































