Fuga a oltre 100 chilometri orari tra la folla, manovre contromano a ridosso dei locali del lungomare e, infine, una brutale aggressione fisica sulla spiaggia contro i poliziotti intervenuti: una notte di vero terrore che poteva trasformarsi in una strage tra cittadini inermi, conclusasi con l’arresto del fuggitivo e il ferimento di tre operatori delle Volanti, costretti a ricorrere alle cure mediche con prognosi tra i 10 e i 15 giorni.
Folle inseguimento sul lungomare, bloccato si scaglia contro gli agenti
Ferma e sdegnata la presa di posizione del segretario generale regionale Coisp Calabria, Raffaele Maurotti: “Ci troviamo di fronte all’ennesimo atto criminale intollerabile. Chi sceglie deliberatamente di seminare il panico tra la gente e poi scagliarsi con violenza inaudita contro chi indossa una divisa, deve comprendere un principio non negoziabile: chi aggredisce un poliziotto aggredisce lo Stato e l’autorità che esso rappresenta”.
“Dietro quelle divise ci sono padri, madri, giovani lavoratori che ogni notte lasciano le proprie famiglie per proteggere la sicurezza della collettività, mettendo a repentaglio la propria incolumità. Condotte di tale gravità vanno condannate e disincentivate in ogni sede con la massima severità. Auspichiamo che la giustizia sia inflessibile e che l’aggressore risponda civilmente e penalmente di ogni singola azione, risarcendo integralmente i colleghi per i danni e le lesioni subite. A loro va la nostra più totale, affettuosa solidarietà e l’augurio sincero di una pronta guarigione: non vi lasceremo soli“.
Sulla stessa linea il segretario generale provinciale Coisp Catanzaro, Francesco Spizzirri: “Condanniamo con assoluta intransigenza questi comportamenti antisociali, spregiudicati e privi del benché minimo rispetto per la vita umana e per la convivenza civile. Esprimo la più profonda vicinanza e solidarietà ai nostri tre colleghi rimasti feriti durante il servizio. Se una notte di follia pura non è sfociata in una tragedia irreparabile per i tanti avventori presenti sul lungomare, lo si deve unicamente alla prontezza, al coraggio e alla determinazione degli operatori intervenuti, capaci di neutralizzare una grave minaccia, ripristinare l’ordine sociale e assicurare il responsabile alla giustizia”.



























