La Calabria si conferma in zona bianca per la mortalità sul lavoro a febbraio 2026, con un solo decesso registrato in occasione di lavoro su scala nazionale, tra le regioni a basso rischio secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro. Questo dato si inserisce nel trend nazionale positivo, con 102 vittime totali nel bimestre gennaio-febbraio, -26,1% rispetto al 2025.
Il trend positivo
Sullo stesso piano vediamo Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche, per un’incidenza infortunistica inferiore al 75% della media nazionale (3 morti ogni milione di lavoratori).Un dato che la distingue dalle zone rosse come Campania, Sicilia e Toscana.
A livello regionale, il calo dei decessi è in linea con il dato nazionale Inail: nei primi due mesi del 2026, le denunce di infortuni in occasione di lavoro sono aumentate del 2,4% (a 63.112), ma i casi mortali sono scesi del 27,8% (a 70).
In Calabria, il trend positivo emerge anche dal confronto con gennaio, quando si è registrato un calo del 25% dei casi mortali rispetto al 2025.

Il contesto nazionale
Nel contesto nazionale, 102 decessi totali a febbraio, 72 sono avvenuti in occasione di lavoro e 30 in itinere. Le regioni più colpite restano Lombardia (13), Toscana (9) e Campania (8). Le denunce totali di infortunio sono salite a 91.912 (+2,6%), con picchi nelle manifatturiere, sanità e costruzioni.
Gli over 65 (incidenza 12,7 per milione), giovani 15-24 anni e fascia 55-64 sono i più esposti. Per le donne: 8 decessi totali (-7 sul 2025). Stranieri: rischio triplo (8,1 vs 2,4 italiani). Il giovedì il giorno più critico (22,2% dei casi).




























