Cultura della legalità, i Carabinieri la spiegano agli alunni di Isola e Le Castella

in Attualitàprovincia di Crotone
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Le aule dell’istituto Karol Wojtyla-G. Da Fiore hanno ospitato nelle giornate di lunedì e martedì scorso un dialogo prezioso tra le istituzioni e le nuove generazioni. Gli alunni delle classi seconde di Isola e Le Castella, nel crotonese, hanno messo da parte i libri per un momento di riflessione profonda insieme ai Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto. Accompagnati dall’equipe del Servizio Sociale comunale, i militari hanno dato vita a una tappa fondamentale della campagna per la diffusione della cultura della legalità, trasformando la scuola in un laboratorio di cittadinanza attiva.

Lezioni di legalità

L’iniziativa nasce dalla volontà di accorciare le distanze tra i cittadini di domani e lo Stato, cercando di prevenire quei fenomeni che troppo spesso rimbalzano tra le cronache locali e le bacheche dei social.

Al centro del dibattito è finito quel confine, talvolta sfumato nella percezione degli adolescenti, che separa una semplice bravata da un vero e proprio illecito.

Si è parlato con schiettezza del rispetto delle regole e dei pericoli nascosti nelle pieghe della rete, strumenti quotidiani per i ragazzi ma carichi di insidie per chi non ne conosce i limiti legali e morali.

Contrastare il bullismo

Il tema del bullismo ha occupato una parte significativa dell’incontro, toccando corde sensibili tra i banchi. Il Comandante della Tenenza ha voluto lanciare un messaggio forte e chiaro per scuotere le coscienze dei giovani presenti.

“Il silenzio è il miglior alleato del bullo; parlare con un insegnante, un genitore o un amico è il primo passo per spezzare la catena”, ha spiegato l’ufficiale durante il suo intervento, invitando i ragazzi a non restare spettatori passivi delle prevaricazioni.

Il ruolo della comunità

A completare la riflessione sono stati gli operatori dei servizi sociali, che hanno spiegato come la comunità si prenda cura delle famiglie e dei minori che attraversano momenti di fragilità.

Il bullismo non è stato descritto come un semplice problema individuale, ma come un segnale di allarme che investe l’intero tessuto sociale.

L’incontro si è concluso con la consapevolezza che solo attraverso l’ascolto e la collaborazione tra scuola, famiglie e forze dell’ordine si possa costruire un ambiente più sicuro e solidale per tutti.

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