Il Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria ha disposto l’immediata scarcerazione di Antonio Rettura, 47 anni, di Taurianova, ammettendolo alla misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale. Il provvedimento è stato eseguito oggi, dopo l’ordinanza firmata dalla presidente Cinzia M.A. Barillà e dalla magistrata relatrice Serena Tortorici.
L’istanza della difesa
La decisione accoglie l’istanza della difesa, sostenuta dagli avvocati Antonino Napoli e Alessandro Gamberini, che ha evidenziato “l’impossibilità di una collaborazione con la giustizia ai sensi dell’articolo 58-ter dell’ordinamento penitenziario”. Secondo il Tribunale, nel caso di Rettura “non sussistono più elementi tali da rendere attuale la detenzione carceraria”.
Al centro del provvedimento, anche la differenza di trattamento rispetto alla posizione del fratello Domenico Rettura, coinvolto nella stessa vicenda legata al sostegno alla latitanza di Ernesto Fazzalari nel 2016.
I giudici hanno ritenuto che la condotta di Antonio fosse marginale e subordinata, priva di un inserimento organico nel sodalizio criminoso, e hanno rilevato come i fatti siano stati ormai pienamente chiariti nei precedenti giudizi.
Arrestato a Molochio il boss Ernesto Fazzalari, era latitante dal 1996
L’affidamento in prova
Nonostante i pareri contrari espressi dalla Dda e dalla Dna di Reggio Calabria, dal Procuratore generale e dalla direzione del carcere di Palmi, il Tribunale ha ritenuto prevalenti la risalenza dei fatti, la cessazione della latitanza di Fazzalari e l’assenza di attuali collegamenti con la criminalità organizzata.
Nel valutare la richiesta, i giudici hanno considerato anche la biografia giudiziaria di Rettura, incensurato fino all’arresto e stabilmente inserito nell’azienda agricola di famiglia a Taurianova.
D’ora in avanti sconterà la pena residua in affidamento in prova, lavorando e svolgendo attività di volontariato sotto il controllo dell’Uepe.




























