I dati emersi dalla nuova piattaforma nazionale delle liste di attesa scattano una fotografia incoraggiante per la sanità del Sud ed anche della Calabria. Nel corso della presentazione ufficiale dello strumento, il direttore generale dell’Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Angelo Tanese, ha infatti espresso parole di forte apprezzamento per il percorso intrapreso sul nostro territorio, che a suo dire “confermano il grande lavoro che la Regione Calabria sta facendo, perché le percentuali di garanzia sono in crescita e comunque molto buone già da diverso tempo”. Secondo il vertice dell’agenzia non c’è alcun dubbio che l’ente stia compiendo un vero e proprio balzo in avanti in termini di qualità dei processi, mostrando una netta inversione di tendenza rispetto al passato.

I risultati da top performer
Entrando nel dettaglio dei dati emersi, la sanità locale si posiziona oggi tra le eccellenze italiane per alcune specifiche prestazioni. La Calabria si attesta come una delle 16 regioni con ottimi risultati sulle prime visite e una delle 15 per quanto riguarda gli esami diagnostici, meritandosi la definizione di top performer in questo specifico settore.
I notevoli miglioramenti registrati permettono ora di garantire ai cittadini un livello di tutela molto elevato. Si tratta di un traguardo che rappresenta il frutto di un monitoraggio costante e di riforme mirate, capaci di valorizzare le performance delle strutture sanitarie dislocate sul territorio e di accorciare i tempi per le prestazioni più urgenti.

I nodi da sciogliere in futuro
Nonostante i successi, restano ancora dei margini di miglioramento legati agli aspetti organizzativi e strutturali. Il direttore Tanese ha infatti evidenziato come sia necessario approfondire il tema dell’appropriatezza prescrittiva, notando che sul territorio esiste un numero di ricette a 120 giorni più elevato rispetto ad altre aree del Paese.
L’obiettivo futuro per i medici calabresi sarà quello di evitare che nelle prime visite si inseriscano controlli ordinari e di formulare prescrizioni che siano il più possibile aderenti al quesito diagnostico.
Si tratta di una sfida complessa che accomuna tutte le amministrazioni regionali, ma che qui parte ormai da una base solida e da standard qualitativi ampiamente riconosciuti.

I numeri delle prime visite
L’andamento delle prestazioni sanitarie nella regione mostra un quadro strutturato, fatto di ottimi posizionamenti ma anche di lievi flessioni nel corso dell’ultimo anno
Secondo il report la Calabria ha registrato una percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia pari all’87% per quanto riguarda le prime visite nel primo quadrimestre del 2026.
Il dato evidenzia un leggero calo rispetto al 91,9% che era stato registrato nello stesso periodo del 2025, ma posiziona comunque il territorio su livelli di efficienza competitivi se confrontati con la media nazionale.
La situazione degli esami
Il monitoraggio effettuato attraverso la nuova piattaforma nazionale evidenzia una tendenza simile anche sul fronte della diagnostica.
Per gli esami diagnostici, le strutture sanitarie calabresi hanno garantito il rispetto dei tempi previsti nell’85% dei casi durante i primi quattro mesi del 2026.
Anche in questo specifico comparto si nota un lieve arretramento rispetto all’anno precedente, quando la quota di prestazioni erogate entro le soglie stabilite aveva toccato l’89,7%.
Nonostante la contrazione, la regione riesce a mantenere una buona efficacia complessiva nell’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini.

Le prescrizioni in classe P
L’analisi dettagliata condotta dall’agenzia mette in luce una gestione particolare delle priorità al momento della ricetta medica. In Calabria si registra infatti un’altissima percentuale di prenotazioni inserite nella classe di priorità programmata, ovvero la classe P che prevede l’erogazione della prestazione entro 120 giorni.
Con il suo 66,5% di ricette catalogate sotto questa voce nel 2025, il territorio si colloca tra i livelli più elevati d’Italia, subito dietro a realtà come la Campania e la Basilicata, evidenziando la necessità di allineare i comportamenti prescrittivi.

I contatti con il Cup
Un altro indicatore fondamentale per misurare l’accessibilità della sanità è il tempo che intercorre tra la firma della ricetta e l’effettiva prenotazione.
Nel corso del 2025, il 10,1% degli utenti calabresi ha contattato il Cup oltre i giorni di soglia previsti dalla classe di priorità breve, ossia la classe B da eseguire entro 10 giorni.
Questo elemento rientra tra i fattori critici analizzati per migliorare i sistemi di gestione delle agende, poiché una percentuale superiore al valore fisiologico del 5% può essere sintomo di rallentamenti nell’accesso ai sistemi di prenotazione.

La presa in carico globale
L’ultimo tassello del report riguarda il rapporto tra i documenti emessi dai medici e i successivi appuntamenti fissati nel sistema sanitario pubblico.
Nel 2025 le ricette che si sono tramutate in una reale prenotazione nel Servizio Sanitario Nazionale sono state il 55,9% per le prime visite e il 52,6% per gli esami diagnostici.
Le quote rimanenti si disperdono per motivi fisiologici o per difficoltà oggettive dell’utente, ponendo la regione perfettamente in linea con il trend dell’intero Paese per la presa in carico dei pazienti.




























