L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba, quando un imponente dispositivo di militari ha fatto irruzione in diverse abitazioni. I Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Reggio Calabria hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, mentre altre 19 persone sono state attinte da un avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’attività di polizia giudiziaria ha interessato in contemporanea i territori di Palagonia e Caltagirone, in Sicilia, e Rosarno, nel reggino, smantellando un’organizzazione ritenuta radicata e pericolosa. La complessa manovra sul campo ha visto anche il prezioso supporto specialistico dei militari dello Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori Sicilia.

Le accuse contestate
Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica Distrettuale etnea.
I sei colpiti dalla misura sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, traffico illecito di narcotici e di estorsione.
Le indagini, condotte in prima linea dai militari della Compagnia di Palagonia, avrebbero consentito di fare piena luce sulle dinamiche interne di un gruppo criminale che appariva ben strutturato e ramificato nel territorio.

L’asse del crimine
Secondo l’ipotesi investigativa, il gruppo si occupava della gestione stabile dei canali di approvvigionamento della droga. Le sostanze illecite venivano poi distribuite in modo capillare nei mercati di spaccio compresi tra le province di Catania e Caltanissetta.
Per alimentare questo fiorente mercato, l’organizzazione poteva contare su solidi collegamenti logistici ed economici stabiliti direttamente con la provincia di Reggio Calabria.
I nomi degli arrestati
Le manette sono scattate difatti anche per un 49enne rosarnese, Antonino Apa, che vanta parentele con esponenti del clan locale dei Pesce ma che si ritiene appartenere alla ‘ndrina dei Bellocco.
Secondo gli investigatori sarebbe stato lui ad assicurare la fornitura della droga poi rivenduta all’ingrosso, dai siciliani, a singoli pusher ed a gruppi criminali.
Oltre ad Apa sono finiti in arresto Filippo Brancato (di 57 anni), Salvatore Brancato (36), Angelo Criscione (28), Francesco Antonio Gulizia (45), e Giuseppe Pillirone (41).

L’estorsione ai morosi
Quanto alla contestazione delle estorsioni, si ipotizza che siano state usate per recuperare dei crediti vantati per della droga che non sarebbe stata pagata. Per rientrare dei soldi non si sarebbe fatto scrupolo minacciare e usare violenze nei confronti degli acquirenti morosi.
Duranti le indagini, partite ben tre anni fa, ovvero nel 2023, undici persone sono state arrestate in flagranza e sono stati sequestrati due chili di cocaina, altri ventuno di marijuana e più di due chili hashish, oltre ad una pistola con la matricola abrasa. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali sono stati sequestrati beni per 163 mila euro.




























