Il Tribunale di Castrovillari si è pronunciato su una complessa vicenda giudiziaria che vedeva coinvolta una 70enne di Rossano, nel cosentino. L’imputata era accusata di minacce, percosse e violenza privata nei confronti della ex nuora e dei suoi familiari. La controversia era nata da una denuncia-querela presentata alla Stazione dei Carabinieri di Rossano-Centro, in seguito a un acceso episodio avvenuto nella piazza principale della città. La parte offesa sosteneva di essere stata ingiuriata e persino aggredita fisicamente all’esterno di un locale commerciale.

La ricostruzione dei fatti
I fatti sono avvenuti nel centro storico dell’area urbana di Rossano. Secondo l’accusa, l’imputata avrebbe più volte infastidito, offeso e minacciato la donna e i suoi parenti, rivolgendo ingiurie anche ai suoi figli e minacce di morte da riportare alla madre.
In un episodio in particolare, la vittima era stata allertata da sua figlia che, mentre si stava sedendo ai tavolini esterni di una rinomata attività commerciale, sarebbe stata raggiunta dalle invettive ad alta voce della 70enne accompagnate da segni di scherno e di minaccia.
Giunta sul posto a bordo della sua auto, e per come denunciato, la ex nuora non sarebbe riuscita neanche a scendere dal mezzo poiché l’imputata le si sarebbe avventata contro.
In questo contesto l’avrebbe poi aggredita prendendola per i capelli e proferendo offese e minacce di morte. Il tutto alla presenza di più testimoni, tra cui un figlio e una nipote della denunciante.
Il confronto in aula
Nel corso del processo è stata sentita la donna, che ha confermato totalmente quando denunciato ai Carabinieri. Ascoltata anche sua nipote che ha sostenuto di aver assistito all’aggressione subita dalla zia da parte dell’imputata, poiché si trovava all’interno dell’auto.
In quella circostanza, per come raccontato, l’imputata avrebbe colpito la ex nuora tirandole i capelli, graffiandole il viso, il collo e la parte superiore del corpo, rivolgendole parole offensive.
La giovane ha sostenuto di aver visto uscire del sangue, come conseguenza dei graffi, e di essere intervenuta personalmente per interrompere l’aggressione.
Acquisito anche il certificato medico rilasciato dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Corigliano Rossano in favore della denunciante. Infine sono stati escussi i testi della difesa ed è stata acquisita altra documentazione proveniente dalla difesa.

La decisione del giudice
In sede di discussione il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna dell’imputata. Richiesta a cui si è associato il procuratore della parte civile chiedendo anche la condanna al risarcimento di tutti i danni e al pagamento delle spese legali.
Il Tribunale di Castrovillari, all’esito della camera di consiglio, in totale accoglimento delle richieste avanzate dal legale dell’imputata, l’avvocato Francesco Nicoletti, l’ha assolta da tutti capi d’imputazione con la formula “perché il fatto non sussiste”.




























