Un’agenda liberale per il Paese: a delinearla, in un’intervista firmata da Alberto Mattioli e pubblicata stamani su Il Foglio, il governatore della Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto (57 anni). L’esponente azzurro avverte che la politica non è aritmetica e che puntare sui populismi potrebbe far perdere appeal verso i riformisti: “se ti metti in mano ai populisti forse vinci, anche se io non ne sono sicuro, però è difficile pensare che poi tu possa governare”.

Tra promossi e bocciati
Riguardo alla guida del centrodestra, promuove la premier Giorgia Meloni: “È una leader straordinaria, capace di trovare e recuperare consenso, interprete di una destra europea non populista” dice Occhiuto.
Al contrario, esprime la propria netta contrarietà su una collaborazione con Roberto Vannacci: “No e non ne parlo nemmeno volentieri, perché così si finisce per enfatizzare un fenomeno presente in tutta Europa, la destra populista, invece di combatterlo”.

Le riforme economiche
Passando alla gestione economica e alle riforme fiscali, il governatore evidenzia la lezione di Silvio Berlusconi, ricordando che le tasse vanno ridotte in modo percepibile per i cittadini: “La riduzione delle tasse va fatta comunque, ma fatta in modo tale che chi le paga capisca che sta pagando meno”.
Sulla burocrazia e sulle grandi opere, Occhiuto propone invece un cambio metodologico radicale: “Sburocratizzare il paese si può: più controlli e meno permessi”.
Poi uno sguardo all’efficienza dei servizi pubblici, citando il caso virtuoso della sua regione sul trasporto privato non di linea: “Il mercato dei taxi. La mia regione è l’unica dove è attivo Uber X. Abbiamo trovato gli strumenti e l’abbiamo fatto, mettendoci dalla parte del cittadino utente e non della lobby dei tassisti”.

I diritti e la visione futura
L’intervista su Il Foglio tocca anche il tema dei diritti civili e del fine vita, su cui il vicesegretario di Forza Italia invita ad avanzare proposte coraggiose: “Una coalizione che balbetta sui diritti civili sarebbe considerata fuori dal tempo, troppo conservatrice, da un elettorato giovane che di questi temi parla con grande libertà”.
Sul piano istituzionale, Roberto Occhiuto rifiuta di aprire dibattiti affrettati sulla successione al Quirinale, ribadendo che “il Presidente c’è, è Sergio Mattarella ed è autorevolissimo”.
Infine, il governatore riconferma la sua volontà di proseguire la guida dell’amministrazione regionale: “Rimanendo capogruppo di Forza Italia alla Camera, probabilmente sarei diventato ministro. Avrei potuto, ma ho voluto occuparmi della Calabria dove resterò per i prossimi quattro anni”.




























