Travasano il mosto in cantina, i gas li intossicano: padre, madre e figlia rischiano la vita

in Cronacaprovincia di Reggio Calabria
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Una serata tranquilla a Cinquefrondi, in via Fortunato Seminara, si è trasformata in un incubo per un’intera famiglia. È accaduto ieri, quando padre, madre e figlia si trovavano all’interno della loro cantina, dove poco prima era stato effettuato il travaso di mosto. L’aria, però, era diventata irrespirabile. Quando l’allarme è scattato, la situazione appariva già critica. Una squadra dei Vigili del Fuoco del Distaccamento di Polistena è arrivata a sirene spiegate, trovando i tre con sintomi evidenti e preoccupanti. Era chiaro che qualcosa di invisibile e insidioso stava minacciando la loro vita, trasformando un’operazione di routine in un potenziale dramma domestico.

Un intervento in sicurezza

Con la professionalità e la prontezza che li contraddistingue, i pompieri hanno subito intuito la gravità della situazione. Non c’era tempo da perdere, ma l’ingresso nella cantina doveva avvenire con la massima cautela per evitare che anche i soccorritori cadessero vittima dello stesso pericolo.

Così, indossati rapidamente gli autorespiratori per farsi strada in un’atmosfera ormai pericolosa, hanno effettuato l’accesso in sicurezza.

Una volta dentro, hanno fornito aria respirabile ai tre malcapitati proprio attraverso quei dispositivi salvavita, per poi somministrare loro ossigeno grazie a una bombola messa a disposizione dal personale sanitario del Suem 118, intervenuto sul posto.

Il ricovero in ospedale

Mentre una parte della squadra si occupava di soccorrere le persone, un’altra operazione fondamentale veniva portata a termine: l’aerazione immediata del locale saturo di gas.

Una volta messi in sicurezza, il padre, la madre e la figlia sono stati trasportati all’esterno, in una zona finalmente sicura, dove hanno potuto ricevere le prime cure dai sanitari del Suem 118, giunti anch’essi tempestivamente sul luogo dell’incidente insieme ai Carabinieri della locale Stazione. Il personale medico ha disposto il successivo trasferimento dei tre in ospedale a Polistena per tutti gli accertamenti e le cure del caso, assicurando loro l’assistenza necessaria dopo il grande spavento.

> L’ingresso el Pronto Soccoro dell’ospedale di Polistena

Un killer silenzioso

Questo drammatico episodio accende i riflettori su un rischio troppo spesso sottovalutato: quello legato alla fermentazione del mosto nelle cantine.

Durante questo processo naturale, si sviluppa infatti anidride carbonica, un gas incolore e inodore che, se si accumula in ambienti chiusi e scarsamente ventilati come molte cantine domestiche, può ridurre rapidamente la quantità di ossigeno presente nell’aria.

Si crea così una trappola mortale, una condizione di grave pericolo per chiunque vi acceda senza le dovute precauzioni. È un killer silenzioso che non dà preavviso e che, se non gestito con la massima attenzione, può portare a conseguenze tragiche.

Come evitare la tragedia

Per evitare che situazioni simili si ripetano, è fondamentale diffondere la consapevolezza su questi pericoli. In presenza di un malore all’interno di una cantina o di un altro ambiente confinato, la regola d’oro è una sola: non entrare mai per prestare soccorso.

L’ingresso di una persona non protetta, infatti, può esporla allo stesso pericolo di chi è già all’interno, moltiplicando le potenziali vittime.

È invece cruciale far areare i locali, ove possibile, allontanarsi immediatamente dall’area a rischio e chiamare senza esitazione il Nue112, attendendo l’intervento delle squadre di soccorso specializzate. Solo così si può sperare di prevenire una tragedia.

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