Nella giornata di giovedì scorso, 17 settembre, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia hanno portato a termine un’operazione antidroga in una frazione del capoluogo, culminata con un arresto per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio. L’uomo, con precedenti specifici, è stato incastrato grazie alla segnalazione dei Servizi Sociali. Gli operatori, recatisi presso l’abitazione per un controllo sulla situazione familiare, avevano percepito un forte odore di cannabis e notato il soggetto allontanarsi con un contenitore, insospettendosi e avvisando immediatamente la Questura.

La droga nel water
Gli agenti della Squadra Mobile sono intervenuti rapidamente. Al loro arrivo, l’indagato ha cercato di disfarsi di un involucro gettandolo nel water e azionando lo scarico, ma gli operatori sono riusciti a recuperarne una parte contenente marijuana.
La successiva perquisizione domiciliare ha portato alla luce, nascosti in un armadio, altri quantitativi di marijuana e hashish, oltre a materiale per il confezionamento, taglio e pesatura, tra cui un bilancino di precisione, forbici e buste.
Gli accertamenti della Scientifica hanno quantificato la droga in poco meno di 32 grammi di marijuana e più di 133 di hashish, tutto sottoposto a sequestro.
Il divieto di dimora
Alla luce del tentativo di fuga e di occultamento, del possesso di diverse tipologie di stupefacente e del materiale rinvenuto, l’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Nella mattinata di oggi, durante l’udienza di convalida e il giudizio direttissimo, il Gip del Tribunale di Vibo ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare del divieto di dimora nel capoluogo napitino.

La tutela del minore
Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela della famiglia e del minore presente nell’abitazione. Il personale dell’Ufficio minori della Divisione Anticrimine, in collaborazione con i Servizi sociali, ha effettuato un sopralluogo al domicilio segnalato. A seguito della verifica, è stato deciso di affidare il minore, insieme alla madre, a una struttura protetta per garantire la loro sicurezza.































